Denominati 'Cartamela' e 'Pellemela', sono i nuovi materiali ecosostenibili che del waste management ne fanno una religione. Impiegati per la produzione di carta (cartamela) e di calzature, borse, rivestimenti di divani e sedie (pellemela), si tratta di nuovi materiale derivati dagli scarti delle mele, grazie ad un innovativo processo che li riutilizza completamente, messo a punto dalFrumat (laboratorio di analisi chimiche fondato da Hannes Parth a Bolzano nel 2009).
La 'Cartamela' è ottenuta sottoponendo gli scarti della mela ad un trattamento di disidratazione, raffreddamento e macinazione, in modo da bloccarne il decadimento e la fermentazione e lasciando inalterato il contenuto di zuccheri e cellulosa, indispensabile per la produzione di carta. Dal processo si ottiene una farina bianca,contenente il 65% di cellulosa e che si presta alla produzione di qualsiasi tipo di articolo cartaceo. La 'Pellemela', invece, utilizza nel processo i torsoli della mela. Il risultato è unapelle vegetale estremamente poliedrica, che può avere gli stessi impieghi della pelle vera: dall'arredamento alla moda, fino alle scarpe e alle borse.
“Il primo prodotto che abbiamo realizzato è stata la 'cartamela': un prodotto creato con pura cellulosa arricchita con gli scarti di lavorazione delle mele, che dopo l’iniziale produzione di carta igienica, oggi trova diverse declinazioni come rotoli da cucina, fazzolettini o scatole per il packaging. La nostra ricerca e le nostre sperimentazioni però non si fermano e ora siamo impegnati nella realizzazione della‘pellemela’: un prodotto ottenuto sempre dagli scarti di lavorazione delle mele ma destinato alla legatoria, alle calzature e ai rivestimenti di divani e sedie. L’attività di Frumat si concentra nella ricerca e nello sviluppo di prototipi che, dopo essere stati opportunamente testati, vengono realizzati a livello industriale", ha spiegato Hannes Parth.

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