Per far quadrare i conti, è possibile arrotondare avventurandosi nella ristorazione semi professionale. A patto che, ovviamente, si abbia la passione per la cucina. Se aprirsi a Roma un ristorante vi sembra un’ impresa titanica potete cavalcare la nuova tendenza 2.0. Si chiama social eating e permette, attraverso web e app di organizzare nel proprio soggiorno un piccolo e gustoso ristorante. Il web sociale sta cambiando i profili di moltissimi mestieri. Abbiamo già parlato tempo fa di come l’ App Uber stia facendo arrabbiare i tassisti proprietari di costose licenze. Così come Uber permette a chiunque di improvvisarsi tassista esistono anche diverse applicazioni che consentono di commercializzare serate food, nelle case private. Gnammo, ad esempio, è un bel progetto nato dall’ incubatore del Politecnico di Torino che prima di conoscere fortuna in patria è esploso in Inghilterra e Stati Uniti.
Ora finalmente è sbarcato in terra natia, dove già ha riscosso un buon successo in termini di registrazioni.
Funziona come un qualsiasi e-commerce, un po’ nello stile di AirBnB nel mercato dei bed and breakfas. Ci si registra, si propone la propria serata mangereccia e si attendono le adesioni. Una parte del ricavato andrà ai gestori dell’ app, il resto all’ improvvisato ristoratore.
A Roma il fenomeno sta divenendo talmente imponente che qualcuno ha pensato ad una versione ad hoc. Si chiamaceneromane.com ed è il punto di riferimento capitolino per l’ home restaurant. Rivolto a turisti e romani, permette di mangiare spendendo poco, anche in case e location molto prestigiose.
Insomma, in tempo di crisi in molti stanno pensando di aggiungere un posto a tavola. Tanto divertimento per gli appassionati

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