mercoledì 4 febbraio 2015

Come eliminare le occhiaie in 15 minuti



La presenza delle occhiaie è dovuta a diverse cause, tra cui l’assottigliamento della pelle, le allergie, la ritenzione idrica, l’insonnia e l’anemia. Ma non c’è bisogno di comprare creme per eliminarle! Fortunatamente potete risparmiare quei soldi e utilizzarli per qualcosa di più utile, infatti per farle scomparire è sufficiente ci sono alcuni rimedi naturali. Ve ne proponiamo alcuni di seguito.

FETTINE DI CETRIOLO: COME ELIMINARE LE OCCHIAIE IN 15 MINUTI

I cetrioli contengono degli oli che portano enormi benefici alla pelle e se applicate delle fettine fredde di questa verdura sugli occhi le occhiaie spariranno
Dovete seguire 3 semplicissimi passaggi:
1) Prendere un cetriolo dal frigo
2) Tagliarlo a fettine
3) Applicare due rotelle sugli occhi per 15 minuti

COME ELIMINARE LE OCCHIAIE: IL METODO DELLE BUSTINE DI TÈ

Quando sono ormai fredde e dopo essere state strizzate bene, le bustine di tè possono risultare utili. Come per i cetrioli, le bustine del tè devono essere applicate sugli occhi per almeno un quarto d’ora.

COME ELIMINARE LE OCCHIAIE: GLI ALTRI METODI

In alternativa potete provare con del succo di pomodoro, che dovete applicare sotto gli occhi aiutandovi con un fazzoletto o con del cotone. Un altro metodo consiste nell’applicare il tè freddo sotto gli occhi con una spugnetta.

La lampada alle alghe che assorbe l’anidride carbonica



Il biochimico francese Pierre Calleja una fantastica lampada ecologica che permetterebbe di illuminare le strade e i garage e ridurre le emissioni di C02 al tempo stesso. Questa lampada alle alghe che assorbe l’anidride carbonica funziona senza elettricità ed è alimentata da un tubo che contiene delle alghe luminose. Questa invenzione sfrutta l’energia prodotta dal processo di fotosintesi delle alghe per illuminare e le alghe vivono grazie all’anidride carbonica presente nell’aria. La lampada è pensata per immagazzinare l’energia prodotta dalla fotosintesi per un uso futuro. In questo modo, quando viene trasportata in zone poco illuminate risplende anche in assenza di una fonte di energia.

LA LAMPADA ALLE ALGHE CHE ASSORBE L’ANIDRIDE CARBONICA. L’ALLARME DELL’ONU SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Una sola di queste lampade è in grado di assorbire fino ad una tonnellata di carbonio dall’aria in un anno, la stessa quantità che assorbirebbero 200 o 300 alberi. Producendo queste lampade in serie e posizionandole su strade e garage potrebbe rappresentare una soluzione al sempre più allarmante problema del cambiamento climatico e permetterebbe di ridurre l’inquinamento atmosferico.
La scorsa settimana l’IPCC, il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico, ha dato l’ultimo avviso: “Resta poco tempo”, la comunità internazionale deve fare di più per impedire che il pianeta si surriscaldi ulteriormente. È possibile mantenere l’aumento della temperatura entro i 2 gradi centigradi e per raggiungere questo obiettivo i leader mondiali si devono impegnare a ridurre l’utilizzo di combustibili fossili nei prossimi anni e abbandonarli completamente entro la fine del secolo. Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha definito il nuovo rapporto IPCC “la valutazione più completa del cambiamento climatico mai fatta” e ha ha richiamato i leader mondiali ad agire immediatamente per ridimensionare le emissioni di CO2, in modo da evitare il peggioramento del clima. “La scienza ha parlato. Non c’è ambiguità nel messaggio. I leader devono agire, il tempo non è dalla nostra“, ha dichiarato Ban Ki-moon.

L’auto bio alimentata ad urina


Risolto il problema. In futuro guideremo auto che non producono emissioni e non dovremo neanche pagare il carburante. Perché Franco Lisci, 63enne imprenditore sardo, si è inventato una macchina che va ad urina. La sua idea è stata già sperimentata in varie parti del mondo, ma Lisci, che ha un’esperienza di progettista di impianti alla FIAT, l’ha perfezionata risolvendo alcune problematiche che fino a poco tempo fa non avevano consentito il decollo di questi tipo di energia pulita. Ma lo Stato consente di utilizzare questo carburante bio soltanto parzialmente come additivo, perciò sono stati realizzati dei trasformatori che immettono l’urina nel motore delle automobili.

L’auto bio alimentata ad urina: il carburante bio permette di risparmiare sulla benzina

Utilizzata come additivo, l’urina permette di risparmiare fino al 35% su un auto a benzina, fino al 60% su un auto a gasolio e fino all’80 di Gpl. E l’urina alimenta, oltre al motore dell’auto, anche un circolo virtuoso: “alla fine del processo la pipì si trasforma in acqua ricca di sostanze utili a nutrire la terra“, ha spiegato Daniela Ducato, coordinatrice di Casa Verde C02.0, il polo produttivo di cui fa parte l’azienda di Lisci. E un allevatrice sarda, Monica Saba, ha detto che utilizza “l’urina di capre e pecore per alimentare il motore in fase di predisposizione e produrre con energia pulita i miei formaggi e cioccolatini al latte di capra, azzerando così la CO2“.
Da almeno due anni tre auto, una Renault Clio 1.2 benzina, una Mitsubishi Pajero 2.5 diesel e una Chevrolet Matiz 0.8 Gpl, vengono alimentate con l’urina. I lettori si chiederanno come fare il pieno alla macchina, e in effetti non è come tutti si aspetterebbero, perché il liquido prodotto dai nostri reni deve prima passare in laboratorio per essere modificato.
L’inventore sardo ha raccontato di aver avuto l’idea grazie al suo cane Lara: “Un giorno l’ho vista pisciare su una piastra di rame che tenevo in cortile, collegata a un caricatore di batteria e in quel momento percorsa dalla corrente elettrica. Cadendo sul metallo, la pipì di Lara friggeva come olio in padella. Il fenomeno mi ha incuriosito. Ho deciso di approfondire. Mi ci sono voluti tre anni per mettere a punto il sistema che dal 2012 sto collaudando sulle auto. I proprietari delle vetture sono persone di fiducia, soggette al vincolo di segretezza, delle quali ovviamente non posso fare il nome“.

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Tokyo investe nella mobilità green. Sussidi per 1 milione di yen a chi acquista veicoli a idrogeno.

Il governo giapponese ha investito 385 milioni di dollari USA in stazioni di ricarica ad idrogeno e altre applicazioni per i veicoli a celle a combustibile


Il governo giapponese ha investito 385 milioni di dollari USA in stazioni di ricarica ad idrogeno e altre applicazioni per i veicoli a celle a combustibile. “È arrivata l'era dell'idrogeno”, ha dichiarato il premier Abe Shinzo.
Il programma prevede la costruzione di 35 stazioni di ricarica a Tokyo, per le quali si sono già aperte le trattative con Toyota e Hoonda. Secondo il piano del governo nipponico, le automobili a idrogeno dovrebbero essere almeno 6 mila nel giro di 5 anniEntro il 2025 le stazioni di rifornimento dovranno essere 80, le automobili a idrogeno dovranno arrivare a 100 mila e gli autobus almeno a 100.
Sono previsti sussidi per circa 1 milione di yen (oltre 7 mila euro) per ogni acquirente di un veicolo a celle a combustibile a Tokyo. L'obiettivo è quello di tagliare le emissioni inquinanti provenienti dal traffico e darenuovi incentivi alle fonti rinnovabili, in linea con l'obiettivo di riduzione della dipendenza dal nucleare del Paese.
Le Olimpiadi del 2020 sono una buona occasione per presentare le nuove tecnologie. Sono anche una possibilità significativa perattrarre nuovi investimenti e aggiornare il sistema di trasporto della città e renderlo idrogeno-friendly”, ha dichiarato Hiroshi Takahashi, ricercatore al Fujitsu Research Institute.
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Londra: via libera alla superstrada delle biciclette

La più grande pista ciclabile d'Europa sorgerà a Londra. Denominato la 'Superstrada delle biciclette' (London's cycling superhighway), il progetto...



La più grande pista ciclabile d'Europa sorgerà a Londra. Denominato la 'Superstrada delle biciclette' (London's cycling superhighway), il progetto ha avuto il via libera dal sindaco della città, Boris Johnson.
Un percorso capillare isolato dal traffico motorizzato, che attraversa la capitale inglese da est ad ovest e da nord a sud. Si compone di due percorsi a ciclo continuo che costeggiano le arterie principali e si incrociano al centro della città, collegando King Cross a Elephant and Castle e Barking a Acton.
A Londra la bicicletta è un mezzo di trasporto importante, con oltre 170 mila viaggi al giorno attraverso il centro della città. E un progetto di tale portata (circa 30 Km diautostradeciclabili a più corsie), unico nel suo genere, non può che contribuire adincrementare l'utilizzo dei pedali per gli spostamenti urbani, secondo quanto affermato da Peter Hendy di Transport for London (l'ente responsabile dei trasporti pubblici londinesi).
Il progetto è attualmente in fase di approvazione da parte della Transport for London, che potrebbe arrivare già domani (mercoledì 4 febbraio). Previa approvazione del progetto, il via ai lavori è previsto per il mese prossimo (aprile 2015), per tagliare il nastro di inaugurazione nella primavera del 2016.

Fine del mondo: messaggio nascosto nei meteoriti..



I geologi dell'Universita Cambridge hanno scoperto alcuni messaggi nascosti custoditi da meteoriti  del sistema solare. Il team, guidato da Richard Harrison, ha catturato interessanti informazioni memorizzate all'interno di piccole regioni magnetiche nei campioni di meteoriti utilizzando il microscopio ad emissione di foto-elettroni (PEEM), di un istituto di ricerca nel quartiere di Adlershof, a Berlino.

Proprio come un disco rigido del computer codifica le informazioni magneticamente, le minuscole particelle magnetiche di un meteorite conservano “ricordi” o, volendo azzardare, il
 DNA dell'asteroide dal quale si è generato. E, ora, gli scienziati hanno capito come “leggere”, decodificandoli, quei segreti provenienti dallo spazio.Questa informazione fornisce un'anteprima del destino del campo magnetico terrestre. Harrison ha identificato regioni specifiche piene di nanoparticelle, magneticamente stabili. Questi "piccoli magneti dello spazio", in pratica, rappresentano la registrazione fedele dei campi magnetici generati dal meteorite “madre”. Quando, infatti, i meteoriti cadono sulla Terra, portano con loro messaggi nascosti, da molto lontano nel tempo e nello spazio.
Nel corso del loro studio, pubblicato sulla rivista Nature, i ricercatori hanno analizzato alcune variazioni nelle proprietà magnetiche, all'interno del corpo celeste. In tal modo, hanno identificato non solo regioni contenenti considerevoli domini magnetici, ma hanno anche identificato una regione insolita chiamata “zona torbida”, contenente migliaia di minuscole particelle di tetrataenite, un materiale magnetico molto denso. "Queste particelle minuscole, di soli 50 o 100 nanometri di diametro, conservano il loro segnale magnetico e non cambiano. Quindi, solo queste piccole regioni magnetiche contengono le informazioni che vogliamo", ha aggiunto  James Bryson, un dottorando che ha partecipato alla ricerca.
Le osservazioni dimostrano che il campo magnetico è stato creato da una struttura, piuttosto che da una convezione termica. "Questo cambia la nostra prospettiva sul modo in cui i campi magnetici si siano generati all'interno del sistema solare", ha concluso Harrison. "Noi trattiamo una sorta di archeologia cosmica. Come se avessimo trovato un rotolo antico con un testo scritto in lettere minuscole. E questo metodo consente al meteorite di raccontarci la sua storia".
campo magnetico
Quello che hanno scoperto gli “archologi cosmici", dunque, è che gli asteroidi si comportavano in modo molto simile a versioni in miniatura della Terra. Questi, in pratica, possedevano nuclei interni liquidi che turbinavano fino a generare un campo magnetico. Proprio come tra qualche miliardo di anni accadrà al nostro pianeta, gli asteroidi si sarebbero successivamente raffreddati fino a che i loro nuclei non diventavano solidi. Un processo che ha letteralmente annientato i loro campi magnetici. Tuttavia, il nuovo studio suggerisce che gli asteroidi siano riusciti a conservarli molto più a lungo di quanto precedentemente si sosteneva e hanno dimostrato di avere una sostanziale somiglianza con la Terra.
In tal caso, ci dovremmo preoccupare riguardo l'indurimento del nucleo terrestre? Fortunatamente, no. Questo fenomeno, probabilmente, non accadrà che tra qualche centinaia di milioni di anni. E ci sono ancora diverse altre cose di cui preoccuparsi fino ad allora.
Federica Vitale

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“Ecco come truffarono mio padre e censurarono il Metodo Di Bella”.Di Giuseppe Di Bella.VIDEO

DICHIARAZIONI SHOCK del figlio del noto Prof.Di Bella,Giuseppe Di Bella fa notare come truffarono il padre:farmaci scaduti e dosi sballate per boicottarlo!



Ci sono persone che sanno perfettamente di avere gravi difficoltà nel loro ambiente di lavoro nello stesso momento in cui il discorso viene risaputo: parliamo di ordinari di cattedra di oncologia che sanno che la cura funziona, ma non lo possono dire. Uno di questi ha inventato una bella espressione, dice: “guardi io lo dico che la cura funziona, però voi mi dovete procurare un taxi corazzato e ci monto sopra e vado in giro a dire che funziona, sennò mi impallinano!
Giuseppe Di Bella.
A quindici anni dalla fine della sperimentazione il Metodo Di Bella sta tornando a far parlare. Migliaia di pazienti si stanno rivolgendo a Giuseppe Di Bella, che sta portando avanti la terapia inventata dal padre Luigi, per essere curati. Ci sono, inoltre, migliaia di casi di guarigione e i tribunali di diverse città hanno imposto alle ASL locali di rimborsare le cure ad alcuni malati (ma ovviamente nessuno ve lo dice). La sperimentazione di questa terapia alternativa era stata bocciata a fine anni ’90, ma da un’indagine del PM Raffaele Guariniello era emerso che c’erano stati gravi errori (voluti,come la volontà di usare farmaci scaduti per boicottare il metodo) nella sperimentazione.
Vi mostriamo inoltre una lunga intervista al prof. Giuseppe di Bella il quale illustra a 360 gradi su come viene costantemente censurato il MDB in italia e nel mondo. Un documento esclusivo da non perdere e da condividere cosi da svelare come la medicina ufficiale gioca con la nostra salute.VALE LA PENA DI ASCOLTARLA E CONDIVIDERLA!

martedì 3 febbraio 2015

Pannelli solari al posto delle finestre.

Trasformare le finestre in pannelli solari come generatori di energia pulita senza aumenti nei costi e favorendo l’eco-sostenibilità.

Si tratta di un elemento architettonico utilizzabile in tutte le parti di un edificio permettendo di lasciare immutata l’estetica dello stesso superando uno dei principali ostacoli connessi all’invadenza estetica causata dall’uso dei pannelli solari e tutte le pratiche di paesaggistica in genere necessarie .
Gli infissi con pannelli solari sono delle strutture composte da due lastre di vetro tra le quali vengono inseriti pannelli solari ultrasottili che per una maggiore integrazione architettonica possono essere trasparenti, semitrasparenti o colorati per essere meglio adattati al contesto circostante.
Il gel trasparente speciale contenente silicio amorfo applicato sulla superficie del singolo vetro dei pannelli solari o inserito nell’intercapedine di una vetrocamera permette alla finestra l’isolamento termico e acustico e di catturare l’energia solare con i pannelli solari e trasformarla in energia pulita necessaria per l’autonomia dell’edificio nel quale viene installata.
Per quanto riguarda il prezzo di queste  vetrate con pannelli solari, è di 2 euro a watt contro i 5 euro a watt dei pannelli solari per impianti fotovoltaici classici, ammortizzando il costo totale in circa cinque anni.
L’unica nota dolente se così la vogliamo definire sta nel fatto che non si possa scegliere l’orientamento dei pannelli solari-finestre riducendo così la produzione di energia elettrica .

Consigliamo sempre comunque di informarsi bene su norme paesaggistiche e autorizzazioni varie della propria zona anche se restiamo dell’idea che dovrebbero essere agevolate in ogni modo in quanto sono fonti di energia rinnovabile per un mondo più pulito e autosuffiente energeticamente parlando.

Come eliminare l'alitosi una volta per tutte

Il rimedio naturale all’alito cattivo



L’alito cattivo è causato da cibi come l’aglio, la cipolla, il caffè e l’alcol, ma gli esperti concordano che molto spesso questo problema è dovuto ad una scarsa igiene orale. Sotto le nostre gengive e la nostra lingua si annidano migliaia di batteri, che, se queste parti non sono pulite regolarmente, si nutriranno dei rimasugli del cibo e rilasceranno dei gas noti come composti volatili solforati. Il risultato sono gengiviti, malattie parodontali e alitosi. La prima cosa da fare è, pertanto, lavarsi bene i denti e utilizzare il filo interdentale.

L’igiene orale per curare l’alito cattivo

È importantissimo lavarsi i denti in modo corretto: dovete spazzolarli almeno tre volte al giorno e per almeno 5 minuti, assicurandovi di coprire ogni area della tua bocca, in particolare nei punti vicino alle gengive. Inoltre bisogna passare lo spazzolino anche sulla lingua, che è un punto pieno di batteri, proprio quelli che provocano l’alito cattivo.
Usare il filo interdentale è fondamentale per pulire bene i denti: all’inizio potreste accusare sanguinamento dalle gengive quando rimuovete i pezzetti di cibo rimasti incastrati tra i denti e le gengive.

I rimedi naturali all’alito cattivo

Ci sono diversi rimedi naturali all’alitosi.
1. Olio essenziale di Tea Tree:
L’olio essenziale, di tea tree, un potente battericida, potrebbe essere impiegato in modo efficace per arginare il problema dell’alito cattivo. Si consiglia di versarne poche gocce sul proprio spazzolino, insieme al dentifricio, al momento di lavarsi i denti, oppure di impiegarlo per potenziare l’azione del proprio filo interdentale, aggiungendone una goccia nel contenitore“.
2. Chiodi di garofano:
Per tenere a bada il problema dell’alito cattivo, alcune persone potrebbero ricorrere a caramelle al mentolo o a chewing-gum. L’alternativa naturale ad essi è rappresentata dai chiodi di garofano, da masticare al momento del bisogno. Con i chiodi di garofano può inoltre essere preparato un infuso da utilizzare come collutorio, una volta freddo, impiegando un cucchiaino della spezia (si utilizzano solitamente i chiodi di garofano interi) per ogni bicchiere d’acqua bollente e prolungando l’infusione per una decina di minuti“.
3. Decotto alla menta piperita
Tra i rimedi della nonna contro l’ alitosi è presente la possibilità di preparare un decotto a base di menta piperita. Si consiglia di mescolare un cucchiaio di menta piperita in una tazza d’acqua, di versare quindi il tutto in un pentolino, di portare ad ebollizione il decotto e di effettuarne la cottura per dieci minuti. Ne viene indicata l’assunzione dopo ogni pasto. Per il decotto è possibile utilizzare menta piperita fresca“.

Come curare i funghi con l’aglio


Potrebbe capitare di contrarre la micosi ai piedi, che si verifica quando questi sono infettati da un fungo. La prima cosa da fare è evitare che sorga questo problema lavandosi i piedi accuratamente almeno una volta al giorno e con un buon sapone che non irriti la pelle. Ma questo può non bastare e se ci “prendiamo i funghi” dobbiamo eliminarli in qualche modo. Di seguito vi proponiamo un ottimo rimedio naturale.
Come curare i funghi con l’aglio:
In questo alimento troviamo ajoene, una sostanza antimicotica che si è risultata efficace nel combattere diverse infezioni, come il piede d’atleta e la candidosi. La dottoressa Lawrence D. Rosen ha fatto notare che gli studi hanno dimostrato che applicando una soluzione di ajoene all’1% per due volte alla settimana per due mesi è possibile curare il piede d’atleta nel 100% dei casi. Il “Lamisil” invece presenta un tasso di cura del 94% di una soluzione all’1%, secondo quanto rilevato da una ricerca pubblicata sul Journal of the American Academy of Dermatology.
Le soluzioni di ajoene non si trovano nei negozi, ma si possono facilmente preparare tritando finemente alcuni spicchi d’aglio, e inserendoli in una bacinella con dell’acqua calda. Qui immergeremo i piedi per mezz’ora. Altrimenti possiamo anche mescolare l’aglio appena tritato con dell’olio di oliva per poi strofinarlo sulle aree dei piedi colpite con del cotone.
Gli effetti collaterali dell’aglio non sono molto comuni e generalmente hanno scarsi effetti. Alcune persone tuttavia potrebbero sviluppare allergie.

Come curare i funghi con l’aglio: l’infuso con i chiodi di garofano



Si utilizza anche come infuso preparato con aglio, olio e 4 chiodi di garofano schiacciati, applicandolo sulla pelle per due o tre volte al giorno (dopo la preparazione, lasciarlo riposare a temperatura ambiente per tre giorni, poi filtrare; va conservato in frigorifero fino ad un massimo di 6 mesi).

Frigorifero in argilla: conserva gli alimenti senza elettricità


Frigorifero in argilla: conserva gli alimenti senza elettricità


greenMe pubblica un articolo davvero molto interessante. Si tratta di un nuovissimo prodotto che è già in commercio. Un frigorifero rivoluzionario che potrebbe cambiare per sempre la nostra vita e farci risparmiare moltissimi soldi.
Si tratta di un frigorifero in argilla che conserva i cibi senza l’elettricità. Si chiama Mitti Cool e potete già acquistarlo. Il frigorifero funziona perfettamente senza aver bisogno della corrente elettrica, mantendendo frutta e verdura fresca fino a una settimana. Funziona secondo il principio di evaporazione. L’acqua presente all’interno delle camere superiori gocciola lungo il lato ed evapora, togliendo il calore dall’interno, in questo modo le camere si raffreddano. La camera superiore viene quindi utilizzata come magazzino d’acqua. E’stato predisposto anche un piccolo rubinetto da cui attingere acqua per uso potabile. La camera inferiore è composta da due mensole dove si appoggiano gli alimenti. Sopra la prima mensola vengono sistemate frutta e verdura. Sulla seconda si possono conservare latte, formaggi… Questa è l’idea dell’inventore Mansukhbhai Prajapati.
Il frigorifero è realizzato con un’argilla speciale, che proviene da Gujarat (India). Il frigorifero si mantiene sempre a una temperatura inferiore di 8 gradi centigradi rispetto all’ambiente esterno. Si costruisce in circa dieci giorni, in mondo artigianale. Prajapati ha iniziato a progettarlo nel 2001. Attualmente ne vende circa 230 unità al mese in India, Kenya e Emirati Arabi. “Un prodotto unico nel suo genere, sicuro per la salute e soprattutto eco-friendly al 100%” ha dichiarato Prajapati. Un’invenzione destinata all’uomo comune che potrebbe risparmiare in luce scegliendo l’ecosostenibilità.
Molti non sanno che per le popolazioni che non hanno accesso alla Rete Elettrica, mantenere cibi al fresco e conservarli è una delle sfide più interessanti. Parliamo di una percentuale che riguarda oltre il 20% degli abitanti del mondo. Ma allo stesso modo, anche per tutti noi che siamo costretti a spendere cifre esagerate in bollette varie, potrebbe rappresentare un’alternativa, un’opportunità. Considerate che MittiCool costa appena 50 dollari…

Le biciclette del futuro



L’azienda britannicaMalloy Aeronautics sta mettendo a punto le “hoverbike”, le biciclette del futuro, in grado di girare nei cieli. Gli ingegneri che stanno lavorando al progetto hanno avviato una campagna di fundraising per raccogliere fondi su Kickstarter, secondo quanto riporta Interestingengineering.com. L’obiettivo di raccogliere fondi è stato raggiunto e di soldi ne sono anche arrivati più del previsto.
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La versione con il robot integrato è ciò che più ha attirato l’attenzione, sebbene il progetto inizialmente fosse focalizzato sui droni in scala 1:3. Il drone quadrirotore include un robot, denominato Cyborg Buster, che è stato stampato in 3d ed è dotato di una telecamera che è stata attaccata alla testa. Questo è stato fatto in modo che il drone possa seguire il pilota lungo una rotta fissata in precedenza e sia in grado di decollare e atterrare autonomamente.
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Sono state realizzate tre diverse versioni della hoverbike. Il disegno originale prevedeva due motori e il cyborg, poi c’è il quadrirotore e, infine, il secondo prototipo della bicicletta, a cui gli ingegneri di Malloy stanno ancora lavorando.
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La sfida più grande per Chris Malloy e il suo team sarà affrontare lo scetticismo della gente, così come riuscire realizzare un veicolo che possa trarre vantaggio dalla tecnologia a disposizione senza creare problemi di sicurezza. Tutto questo tenendo a mente di non poter vendere il prodotto a prezzi altissimi.
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Una vita a costo zero. Ecco come.

Pannello solare montato sul tetto della roulotte, ortaggi coltivati nell’orto e barattare per avere i vestiti e le esigenze di ogni giorno.


Quello di cui stiamo parlando, è lo stile di vita di Mark Boyle, un giovane inglese laureato in economia e finanza (sembra quasi un paradosso), che ha scoperto che si può vivere senza soldi partendo da un pannello solare.
Per permettere l’autopruduzione di energia elettrica, ha installato un pannello solare sul tetto della roulotte che gli era stata regalata da un amico, ed in cui ha scelto di trasferirsi quando trovatosi in serie difficoltà economiche stava sempre alla ricerca di un posto di lavoro.
Senza soldi si può vivere e grazie all’utilizzo di un pannello solare non è necessario pagare la bolletta, si può essere autonomi con i pannelli solari che trasformano la luce del sole in energia elettrica.
Mark, nella sua storia che viene raccontata in un libro dal titolo “The moneyless man”, dice di aver cambiato totalmente visione della vita, stare senza denaro gli ha tolto un peso, non ha bisogno di nulla, grazie all’autosufficienza dei pannelli solari e coltivando le verdure nel suo orto per il proprio fabbisogno giornaliero.
Viene spontaneo allora chiedersi: ma avremmo tutti il coraggio di farlo?
Non così drasticamente magari, ma pensare anzitutto ad essere autonomi energeticamente, tagliando un cordone ombelicale che ci và ormai stretto, utilizzando i pannelli solari e iniziando a non pagare più costose bollette, con i pannelli solari e le energie rinnovabili potremmo iniziare ad essere indipendenti, perchè, per chi non l’avesse ancora capito, l’energia è GRATIS!

La casa a strapiombo sull’oceano


Vista mozzafiato e luce a quantità sulla Costa Vittoria, Australia


Casa a strapiombo sull’oceano. Esiste e si trova in Australia, sullaCosta Vittoria, dove un gruppo di architetti diModscape ha realizzato una casa completamente sospesa sul mare. L’abitazione è studiata e costruita in modo da rimanere ben ancorata alla costiera. L’intera struttura è puntellata da perni d’acciaio. Qualcosa di grandioso. Certamente ha superato qualsiasi altra forma di costruzione “vista mare”.
Per rendere possibile la costruzione sono stati utilizzati dei prefabbricati.
La domanda che tutti si fanno osservando la foto è: “Come si accede?” E’ semplicissimo! E’ possibile entrare in casa dal piano superiore dove si trova un ascensore che attraversa l’abitazione passando per tutti e quattro i piani sottostanti. Una grande terrazza al primo piano completamente aperto regala una vista mozzafiato. Ancora non è stato reso pubblico il proprietario ma voci di corridoio (completamente assente nella casa della scogliera) dicono che potrebbe trattarsi di una giovane coppia Emma e David. Gossip a parte, osservando le foto, che sono state pubblicate dalle maggiori testate di design e architettura, si evince che la coppia ha optato per un arredamento sobrio ed essenziale, decisamente lussuoso. Pochi mobili e zero accessori inutili, per sfruttare al massimo l’enorme quantità di luce che attraversa l’intera abitazione sfruttando gli immensi finestroni sull’oceano. In Australia, ma non solo lì, la casa sulla costiera ha attirato l’attenzione mediatica e in moltissimi si sono messi in fila per comprarne una uguale! Il design e la linea della struttura ricordano la grandi navi da crociera ma anche le più romantiche barche a vela.

Una rete elettrica solare nelle Hawaii fornirà energia 24 su 24 grazie alla batteria agli ioni di sodio

Una batteria di nuova generazione agli ioni di sodio sarà collegata ad un rete elettrica ad energia solare nelle Hawaii, permettendo una fornitura 24...



 Una batteria di nuova generazione agli ioni di sodio sarà collegata ad un rete elettrica ad energia solare nelle Hawaii, permettendo una fornitura 24 ore su 24. È la batteria messa a punto dalla Aquion Energy, startup statunitense nata dalla Carnegie Mellon University, che ha annunciato di aver stipulato un accordo con un privato per l'installazione, su un impianto fotovoltaico, di una batteria in grado di accumulare 1 MW/h di elettricità.
Si tratta di una grande batteria che opera lentamente utilizzando gli ioni di sodio dell'acqua salata come elettrolita: la carica si muove attraverso il liquido salmastro dagli elettroliti positivi, basati sull'ossido di magnese, a quelli negativi, basati sul carbonio. Questo tipo di batteria è capace diimmagazzinare l'energia generata da pannelli solari o turbine eoliche per fornire elettricità in qualunque momento. In sostanza funziona come una batteria agli ioni di litio(in cui gli ioni di litio scorrono tra gli elettrodi per creare una corrente elettrica), solo che la batteria'Aqueous Hybrid Ion (AHI™)utilizza gli ioni di sodio; permettendo così di utilizzare acqua salata come elettrolita al posto degli elettrodi costosi e infiammabili adoperati nelle batterie agli ioni di litio.
La batteria agli ioni di sodio della Aquion Energy è la prima tecnologia di questo genere ad essere prodotta a livello industriale. Prodotta con materiali a basso costo, questa batteria costa come quelle a piombo acido; ma la società statunitense sostiene che il prezzo si abbasserà alla fine del 2015, per arrivare a costare meno della metà di quelle a piombo acido entro il 2020.