Un team di ricercatori americani del Woods Hole Oceanographic Institution ha scoperto che una particolare specie di alga marina contiene...
Un team di ricercatori americani del Woods Hole Oceanographic Institution, (istituto di ricerca - scienze marine e produzione di relative opere ingegneristiche), nelMassachusetts, ha scoperto che una particolare specie di alga marina contiene acidi grassi che possono essere facilmente convertiti in esteri (molecole contenute nel biodiesel).
Si tratta della specie Isochrysis, comunemente utilizzata per la produzione di mangime per pesci, dalla cui sisntesi si può ricavare sia biodiesel che biocarburanti per aerei. Quest'alga è una delle poche specie a contenere gli acidi grassi detti alchenoni, composti da lunghe catene di 37 - 39 atomi, che possiedono ottime potenzialità per la trasformazione in biocarburanti. Ma siccome il biocarburante prodotto da tale alga tende a solidificarsi a temperatura ambiente(proprietà questa dovuta proprio agli alchenoni), i ricercatori hanno sfruttato una reazione nota come 'metatesi olefinica' capace di rompere le catene in molecole composte da solo 8-13 atomi, ideali per produrre biocarburante per aerei e biodiesel.
Grazie al processo messo a punto dai ricercatori statunitensi, spiegato su Oceanus Magazine, i costi e i tempi di produzione potrebbero essere notevolmente ridotti. E, siccome questa specie di alga viene già prodotta su larga scala dall’industria dei mangimi per pesci, sarebbe facilitato l'avvio della produzione su larga scala di biocombustibili. Inoltre, poter produrre due biocarburanti da una sola alga rappresenta una rilevante innovazione a livello scientifico e industriale. Al momento, però, il metodo impiegato per produrre biocarburante dall'alga Isochrysis non è ancora abbastanza competitivo per avviare una produzione a livello industriale.

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