mercoledì 18 febbraio 2015

Alla scoperta del Kombucha, il tè elisir di lunga vita

Il Kombucha è una bevanda
originaria dei Paesi orientali, considerata particolarmente benefica perchè utile nel trattamento di alcune patologie, tra queste il diabete e l’ipertensione. Si tratta di una bevanda simile di tè, ottenuto da una sorta di fungo particolare colonizzato da numerosi lieviti.
Da secoli il Kombucha viene impiegato per scopi curativi, tanto da essere conosciuto come elisir di lunga vita. Oltre che presso i giapponesi e i cinesi, questa bevanda è utilizzata anche dalle popolazioni russe; la sua fama è arrivata anche in Italia dove sono sempre più frequenti le persone che richiedono questo prodotto.
Per acquistare questo tè è possibile rivolgersi a negozi di prodotti naturali oppure in negozi online.Da tenere presente che il fungo si compera soltanto una volta perchè la sua moltiplicazione avviene in maniera naturale durante la preparazione della bevanda.
Il Kombucha viene ritenuto particolarmente benefico perchè contiene alte percentuali di vitamine, in particolare quella C e quelle del gruppo B; inoltre è composto anche da lecitina, acido citrico e caffeina. Proprio per questo , è spesso consigliato a chi desidera sentirsi più attivo e vitale perchè è in grado di combattere l’astenia e la stanchezza. Ma le virtù di questa bevanda riguarderebbero anche la sua ricchezza di fermenti, la capacità di stabilizzare la pressione sanguigna, di diminuire i livelli di colesterolo nel sangue e di migliorare la bellezza della pelle.
Il Kombucha ha numerosi estimatori anche se, fino ad ora, non esistono degli studi inconfutabili sulle sue qualità ed alcuni studiosi ribadiscono che mancano studi scientifici approfonditi sulle sue proprietà curative e sui possibili effetti
collaterali. Tuttavia alcune ricerche sugli effetti del Kombucha sono stati eseguiti sia in Russia che in Germania, dove la bevanda è stata utilizzata per varie patologie gravi, fra le quali anche il diabete.
Questa bevanda viene impiegata anche per dimagrire perchè favorirebbe l’accelerazione del metabolismo con conseguente perdita dei chili di troppo; inoltre, sarebbe un valido aiuto anche per tutti coloro che soffrono di problemi di stomaco ed intestinali. Una caratteristica molto particolare è quella di contenere una buona percentuale di lieviti e di essere considerato un tè probiotico in grado di svolgere una funzione positiva sulla salute del tratto intestinale.
Per preparare questa speciale bevanda, è necessario acquistare il Kombucha e poi aggiungere del tè e, se lo si desidera, anche dello zucchero o del miele. La sua preparazione prevede la necessità di un lasso di tempo utile perchè avvenga la fermentazione. L’agglomerato di lieviti dal quale si forma il kombucha si riproduce, in maniera naturale ed autonoma, durante il periodo di fermentazione; in questo modo si ha sempre a disposizione un nuova base utile per proseguire la produzione. Il sapore del Kombucha è considerato da molti piacevole mentre sostengono che sia troppo frizzante ed aspro.
Il suo utilizzo non è ideale per tutti anche perchè è fondamentale conoscere molto bene la sua metodologia di preparazione. In caso di patologie, prima di iniziare con l’assunzione, è sempre necessario rivolgersi al proprio medico di fiducia.
In attesa che vengano effettuati studi più precisi sulle qualità di questo elisir è consigliabile essere prudenti e soprattutto rispettare sempre le regole previste per la sua preparazione. E’ importante sottolineare che questa bevanda non può sostituire, in nessun modo, la somministrazione di farmaci e che non può prendere il posto delle prescrizioni della medicina ufficiale.

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martedì 17 febbraio 2015

Una tecnica per triplicare l'efficienza delle celle solari in plastica. Faranno concorrenza al silicio?

L'efficienza delle celle solari polimeriche può essere raddoppiata o triplicata con l'aggiunta di solvente durante il processo produttivo. Lo studio...



L'efficienza delle celle solari polimeriche può essere raddoppiata o triplicata con l'aggiunta di solvente durante il processo produttivo. Lostudio condotto da un team di ricerca dellaEindhoven University di Technology (Paesi Bassi), mostra come il solvente svolge un'azione simile a quella del lievito negli impasti, raddoppiando o triplicando la capacità di conversione delle celle.
I ricercatori hanno osservato il ruolo del solvente che viene utilizzato per produrre le celle solari polimeriche, scoprendo che esso riduce i punti inattivi per la mobilità degli elettroni, che appaiono come delle bolle all'interno delle celle. Aggiungendo più solvente si possono ridurre a tal punto da eliminarle, azzerando i punti morti di mobilità elettronica.
La scoperta ha un elevato valore perché consentirà lo sviluppo di celle solari polimeriche con un'efficienza tra il 20 e il 30%. Queste celle sono meno costose di quelle standard al silicio, meno pesanti e più flessibili, ma la loro efficienza finora si era aggirata intorno al 10%, rendendole poco competitive nei confronti del silicio che consente di raggiungere efficienze che vanno dal 15 al 20%.

La Portulaca Oleracea previene il cancro e fa bene alla salute.Ma non conviene,costa poco


Non cura il cancro ma ci previene da esso,la Portulaca Oleracea è boicottata dalle lobby farmaceutiche perchè se assunta ci si ammala di meno grazie alle sue proprietà,e cosa c’è di meglio di uno “scudo protettivo” ai tempi di oggi,in quanto aria e terra sono inquinati e siamo maggiormente esposti alla contrazione di tumori?

Portulaca Oleracea è una super pianta anticancerogena che ci fa bene alla salute! Le lobby farmaceutiche lo considerano infestante, naturalmente, visto che fa bene e potrebbe far perdere loro un sacco di quattrini…
Ormai sappiamo che quella che fa bene la considerano infestante oppure la mettono illegale come la canapa…
Sicuramente avrete visto questa pianta spuntare naturalmente nella vostra terra,in quanto I semi di Portulaca sono così potenti , rimangono vitali nel terreno fino a 40 anni, e questa è una coltura naturale non l’OGM.
La portulaca è una piantina perenne o annuale, molto abbondante in tutta Italia, sia come pianta ornamentale da fiore, che (in maggior misura) come piantina, ritenuta da molti erroneamente, comune erbaccia infestanteIn realtà nel Medioevo veniva considerata una preziosa pianta officinale e medicinale, perchè già ne conoscevano le proprietà ed i benefici.Imparando a riconoscerla nei campi, si può avere un ottimo alimento che aiuta la nostra salute a costo zero,ed è proprio per questo che con l’avvento dei farmaci e delle case farmaceutiche,è stata “distrutto”il ricordo di questa pianta miracolosa.
Questa pianta ha molti benefici per il nostro sistema immunitario e per la salute generale. Per esempio ha più benefici di acidi grassi Omega 3 rispetto a molti oli di pesce, che svolgono un ruolo nella prevenzione delle malattie cardiovascolari! Contiene alti livelli di vitamina A. Tra tutte le verdure a foglia verde 1320 UI/100 g, fornisce il 44% del RDA. Protegge da molti tipi di tumori e aiuta a promuovere la salute degli occhi grazie alle sue doti terapeutiche. Potente antiossidante. E’ completo di due diversi tipi di pigmenti di alcaloide betalain, un rossastro beta-cyanis, e un beta-xanthins giallo, che sono altrettanto anti-mutagene, antiossidanti. Ha della vitamina C e complesso B compresi riboflavina, piridossina, niacina, nonché carotenoidi e ferro, magnesio e calcio. Depurativa, dissetante e diuretica e anti-diabetica. Usata anche per curare diarrea, vomito, enterite acuta, emorroidi ed emorragie post-partum. Un impacco di foglie è usato in caso di foruncoli, punture d’api ed eczema. Si può mangiare come insalata e si può usare a cucinare cibi.

Come si mangia la portulaca:

Della portulaca si mangia quasi tutto: le foglie,  i fiori e i gambi teneri. Data la crescita incredibilmente veloce (può crescere di diversi centimetri al giorno), si possono cimare i rami nuovi, separare le foglie dalla parte più dura del ramo. Le foglioline sono “a goccia”, molto carnose, i fiori possono avere colori diversi, ma le piante più comuni li hanno gialli e piccoli. Sono buonissime nell’insalata verde, nell’insalata di pomodori,  friselle pomodorini rucola e portulaca, in insalate fredde, da sole condite con un po’ di maionese! Sono MOLTO soddisfacenti, data la loro particolare consistenza carnosa, danno un senso di piacevole sazietà e coscienza pulita!

lunedì 16 febbraio 2015

La geoingegneria per contrastare i cambiamenti climatici?

La geoingegneria, ovvero l'applicazione di tecniche artificiali di intervento umano sull'ambiente fisico volte a contrastare i cambiamenti climatici, è la...

La geoingegneria, ovvero l'applicazione di tecniche artificiali di intervento umano sull'ambiente fisico volte a contrastare i cambiamenti climatici, è la protagonista di uno studio condotto dall’Accademia Nazionale delle Scienze statunitense, che sostiene la necessità di avviare una sperimentazione per lo sviluppo di tali tecnologie. Nonostante l'applicazione di tali tecnologie probabilmente potrebbecontrastare solo parzialmente il riscaldamento globale (infatti il rapporto precisa che la geoingegneria non è un'alternativa al taglio delle emissioni) e potrebbe inoltre produrre effetti collaterali non esattamente chiari, gli scienziati sostengono che “non si conosceranno gli effetti sia positivi che negativi fino a quando non verranno effettuate sperimentazioni su piccola scala”.
Lo studio, sponsorizzato da National Research Council, Central Intelligence Agency, NASA e Dipartipento dell’Energia USA, si concentra principalmente su due attività di geoingnerial'iniezione in atmosfera di molecole a base di zolfo, che formerebbero particelle in grado di riflettere la luce del sole nello spazio; e il rilascio di particelle da piattaforme offshore per produrre nuvole a bassa quota, che fungerebbero da barriera alla luce solare.
Secondo Marcia McNutt, presidente del gruppo di studio e direttrice della rivistaSciencel'implementazione di tali tecnologie potrebbe avere effetti collaterali anche preoccupanti, infatti la sperimentazione su scala globale sarebbe, secondo il rapporto, irrazionale e responsabile. Ma a fronte dell'ancora scarso impegno degli stati globali sul controllo delle emissioni di gas serra, questo tipo di attività di modifica del clima potrebbero diventare una realtà quotidiana in molti paesi industrializzati, che da circa 150 anni accarezzano l'idea. Molti studiosi considerano tali pratiche tutt'altro che positive, come ad esempio l'ETC (Group on Erosion, Technology and Concentration), che nel 2013 si è espressa in merito all'apertura dell'Ipcc (International Panel of Climate Change) verso queste forme di sperimentazioni, sostenendo che le probabilità che la geoingegneria rappresenti una soluzione sicura, duratura, democratica e pacifica sono pari a zero. Infatti gli effetti della geoingegneria investirebbero i settori della salute umana e degli altri organismi dell’ecosistema.

Cancro, creata la molecola che blocca la metastasi.




Come spiegato dal Nature Chemical Biology, gli studiosi hanno dunque sviluppato diecimila sequenza di Dna generanti altrettante proteine simili ad Axl. Successivamente hanno riconosciuto quella che meglio “ingannava” Gas6, portandola a legarsi con essa e, in questo modo, a neutrallizzarla. Hanno poi sperimentato questa tecnica su alcuni topi malati di tumore al seno e alle ovaie. I risultati sono stati molto incoraggianti, dal momento che, nel caso del tumore al seno, si sono contati il 78% di noduli metastatici in meno. Percentuale che è arrivata al 90% per i tumori all’ovaio. La molecole che attrae Gas6, inoltre, resta nel flusso sanguigno per un periodo sufficientemente lungo. Al momento, ha spiegato Amato Giaccia, direttore del Radiation Biology Program dello Stanford Cancer Center, la terapia “si è dimostrata non tossica ed estremamente efficace”.
Siamo ancora alla fase pre-clinica, per cui saranno necessari anni di sperimentazioni sugli animali, prima che questa tecnica possa essere messa alla prova sull’essere umano. Di tempo, dunque, ne deve ancora passare, ma – anche grazie alla ricerca sul cancro al seno dell’Istituto nazionale tumori di Milano – si ha l’impressione che per l’oncologia si sia aperto un nuovo fronte da cui poter attaccare efficacemente il tumore.
Potrebbe trattarsi di una rivoluzione in campo oncologico, capace di portare i medici a non puntare in primo luogo sulla distruzione delle masse tumorali, ma sul loro arresto. Un tumore in stato avanzato, infatti, tende a produrre metastasi, ossia cellule del tumore che si “staccano” dalla neoplasia e vanno ad attaccare altri organi e tessuti. Un meccanismo che rende difficilmente il contrasto al tumore e che in genere viene combattuto con il ricorso alla chemioterapia. La terapia alternativa potrebbe essere stata trovata dai ricercatori dell’Università di Stanford, che hanno individuato il meccanismo che porta alla diffusione delle metastasi. La molecola Axl, che si trova sulle cellule tumorali, si lega alla proteina Gas6, dando origine all’impulso che causa la metastasi.

Fotovoltaico e batteri per il combustibile liquido green

Il prossimo concorrente del petrolio potrebbe derivare dalle rinnovabili, precisamente dal fotovoltaico, in combinazione con un un un sistema bio...




Il prossimo concorrente del petrolio potrebbe derivare dalle rinnovabili, precisamente dalfotovoltaico, in combinazione con un un un sistema bio elettrochimico che sfrutta un batterio geneticamente modificato.
Il sistema è stato messo a punto da un team di ricerca della Harvard University, già noto per aver messo a punto una foglia artificiale fotovoltaica capace di scindere i componenti dell'acqua liberando idrogeno e ossigeno. Il team ha ora sviluppato un sistema bio elettrochimico, integrato alla foglia artificiale,che sfrutta un batterio geneticamente modificato, Ralstonia eutropha H16, per convertire l'anidride carbonica dell'atmosfera, insieme all'idrogeno e all'ossigeno prodotti dalla scissione dell'acqua, in biomassa e in isopropanolo (un alcool). Lo studio è stato pubblicato sui 'Proceednigs of the National Academy of Sciences'.
Il sistema integrato, oltre a sfruttare catalizzatori low cost (fosfato di cobalto e un composto di nichel, molibdeno e zinco già testato nella foglia artificiale), ha mostrato una produzione di combustibile tre volte superiore agli altri sistemi bio elettrochimici disponibili attualmente; e per la produzione di biomassa si è dimostrato superiore alla maggior parte delle specie vegetali in utilizzo.

domenica 15 febbraio 2015

Le 12 più probabili cause dell’Apocalisse

Alcuni studiosi della Oxford University provano a tracciare un elenco dei pericoli che incombono sulla specie umana.


L’apocalisse è uno degli argomenti più cari al mondo dell’informazione, soprattutto in un periodo di profondi cambiamenti e instabilità politico/economiche. Tuttavia, lasciando da parte le bufale che possono o meno essere ricondotte a profezie di civiltà del passato, restano le teorie elaborate dalla comunità scientifica. Circa due anni fa, nel 2013, il CSER, un’associazione che tra i suoi membri annovera studiosi del calibro di Stephen Hawking, Jared Diamond e Robert May, indicò le nove possibili cause che avrebbero portato all’estinzione dell’uomo nei prossimi decenni. Rispetto a quella lista, sono numericamente maggiori le cause elencate dagli studiosi del Future of Humanity Institute della Oxford University e del Global Challenges Foundation. Lo studio, spiegano i ricercatori, è nato con lo scopo di portare le autorità a prendere seriamente in considerazione i pericoli – scientifici e politici – che possono degenerare fino ad un’apocalisse. Di seguito le 12 cause della fine dell'uomo sulla terra.
  1. Pandemia: l’epidemia di Ebola (che, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, non è ancora stata debellata) ha rimesso l’umanità al nemico di sempre, la malattia e la sua trasmissibilità. Virus e batteri si evolvono e rispondono alle nostre cure modificandosi.
  2. Supervulcano: è una delle cause più “gettonate”, ma anche una delle più controverse. Il supervulcano è capace di liberare una quantità di energia superiore di 1.000 volte a quella di un vulcano comune. A parte la capacità distruttiva, localizzata ma estesa, legata all’esplosione, secondo gli scienziati di Oxford il supevulcano potrebbe causare un’inverno vulcanico che non farebbe passare i raggi del sole e in breve tempo causerebbe la morte di tutte le fonti di sostentamento dell’uomo.
  3. Intelligenza artificiale: una volta data la possibilità alle macchine di crescere intellettivamente, lo sviluppo diventa del tutto imprevedibile.
  4. Cambiamento climatico estremo: l’avvertimento non viene da un’associazione ambientalista locale, ma dall’Onu: “Si cambi rotta entro il 2030 o sarà la catastrofe“.
  5. Biologia sintetica: l’ingegneria genetica rappresenta una grande possibilità per la salute dell’uomo, ma costituisce anche un pericolo. Un super-organismo pensato per essere orientato contro altri esseri umani o parte dell’ecosistema potrebbe
  6. Impatto di un asteroide: i NEO (Near-Heart Object) che gravitano intorno alla Terra sono sempre più monitorati, la capacità di “vederli” aumenta. Ma si tratta di un progresso molto limitato per la nostra sopravvivenza, perché un asteroide potenzialmente distruttivo non solo va individuato, ma va previsto molto tempo prima dell’impatto. Sempre che sia sufficientemente grande da causare l’estinzione del genere umano così come ha causato, probabilmente, la fine dei dinosauri.
  7. Collasso ecologico: uno stile di vita seguito su larga scala potrebbe causare un collasso locale o esteso. La capacità di sostituire l’elemento naturale improvvisamente mancante con “altro” rappresenta in primo luogo una sfida tecnologica.
  8. Nanotecnologie: i nuovi materiali potrebbero rappresentare una grande opportunità per la scienza, ma potrebbero anche generare nuovi problemi di inquinamento, riscaldamento globale, depauperamento delle risorse naturali e creare nuovi, pericolosi arsenali.
  9. Guerra nucleare: da Hiroshima ad oggi, passando per la Guerra Fredda e per il nuovo gelo, il pericolo delle testate tattiche è e resta sempre attuale.
  10. Cattiva governance locale: problemi locali risolvibili possono generare problemi globali dagli effetti devastanti. E’ il caso, ad esempio, di stati estremamente impoveriti nei quali la miseria porta all’affermazione di regimi totalitari disposti ad attivare altre minacce in lista, come una guerra nucleare o batteriologica.
  11. Collasso del sistema globale: un collasso economico o sociale su scala globale potrebbe generare disordini civili estesi, instabilità, nuovi regimi. E’ difficile quantificare la reale portata di un simile pericolo, ma fattori disgreganti potrebbero nascere, crescere ed esplodere nell’ambito della finanza o dell’ecologia.
  12. Conseguenze sconosciute: è l’incognita che oggi non vediamo ma che potrebbe palesarsi negli anni a venire, oppure quel pericolo che oggi non desta preoccupazione ma che un domani potrebbe rivelarsi una minaccia reale.

venerdì 13 febbraio 2015

Il MICROCHIP RFID - LA FINE DEL MONDO HA INIZIO? (video)


Microchip sottocutanei, prelievi genetici, registrazione di dati : il nuovo ordine mondiale si prepara al controllo globale della popolazione.



                          

La Tesla Tower: la futuristica struttura che potrebbe illuminare Mosca in 1 secondo !!!

IN UNA FORESTA NEI PRESSI DI MOSCA SI NOTA LA TESLA TOWER. Questa “macchina per i fulmini” di epoca sovietica ha una capacità pari probabilmente a tutta la produzione di energia elettrica della Russia. Curiosi si affollano per vedere questa meraviglia tecnica, che è stata ribattezzata la “High Voltage



Marx and Tesla Generators Research Facility.” la macchina è un ramo del Russian Electrical Engineering Institute, è si trova nella isolata cittadina di Istra, 40 km a ovest di Mosca . E ‘situato in una zona della foresta vicino al monastero di Nuova Gerusalemme ai margini della città. Il dispositivo di prova segreta ad alta tensione è stato costruito alla fine del 1970 per isolatori di prova, per proteggere i veicoli, aeromobili e apparecchiature elettroniche contro i fulmini. La struttura è assolutamente unica; nulla di simile esiste in tutto il mondo, principalmente a causa della sua capacità di carica eccezionale. Alla sua capacità operativa di picco il generatore( chiamato Marx) , quando un fulmine si scarica su una piattaforma isolata, ha il potere uguale a tutti gli impianti di generazione di energia in Russia, tra termoelettrico, idroelettrico, nucleare, solare e centrali eoliche combinati. Ma solo per circa 100 microsecondi. 

TORRE TESLA-RUSSIAIL GENERATORE E’ STATO CHIAMATO MARX dopo che l’ingegnere elettrico tedesco Erwin Otto Marx, la descrisse nel 1924. In Russia è conosciuto come il generatore Arkadyev-Marx, come il fisico russo Vladimir Arkadyev e il suo collaboratore, rinomato scienziato Nikolay Baklin.La “macchina fulmine,” Istra senza precedenti nella sua capacità di scarico, composto da 3 Megawatt trasformatore capacità cascata; un Megawatt impulsi di tensione del generatore 9 (PVG), che misura 39,3 metri di altezza, in grado di creare 150 metri di illuminazione artificiale, che si ritiene essere il più grande al mondo; ed una unità di tensione costante 2,25 Megawatt. “Dio solo sa come questo ragazzo rimase vivo e non è stato colpito da una scarica”, ha detto Vladimir Sysoev, un operaio di ricerca leader presso la struttura. Il banco prova emette un lampo di capacità su una speciale piattaforma fortemente isolata, su cui è posto un dispositivo o un materiale in prova. La piattaforma è piena di sensori che mostrano come esattamente la scarica elettrica ha colpito l’oggetto testato. 

RUSSIA-TESLA-QUANDO L’IMPIANTO E’ IN FUNZIONE , la carica statica nella “zona calda” è così grande che i capelli di chiunque si rizzano. Il fulmine è ancora oggetto di esplorazione profonda, e che diversi alberi bruciati intorno al banco di prova serve a ricordarci che il fulmine è molto difficile da controllare.Il centro di ricerca Istra ha condotto numerosi test sin dai tempi sovietici. Gli ultimi test erano volti alla protezione contro i fulmini per l’aereo Sukhoi, il Superjet russo.Poiché la struttura è molto costosa , è attivata solo per le occasioni speciali. A differenza del celebre High Frequency Auroral Research Program (HAARP), impianto attivo negli Stati Uniti, il generatore di Marx in Istra non è mai stato pensato per modulare il tempo, ma come HAARP è stato coinvolto nella progettazione di armi per il futuro. Accanto alla struttura di ricerca c’è un altro centro di test, chiamato “Allure.” E ‘un simulatore stazionario dell’impulso elettromagnetico (EMP) necessario per testare la robustezza dell’hardware dell’aviazione militare e civile con impulsi elettromagnetici di carattere naturale e artificiale. Un EMP creato da una esplosione nucleare è capace di creare danni alle apparecchiature elettroniche terminali , così la capacità di creare un EMP artificiale, soprattutto senza far esplodere un dispositivo nucleare, è utile in ambito militare. Ecco perché un’arma EMP è il sogno di un generale in qualsiasi paese. Il complesso Allure era destinato a diventare la parte di un edificio scientifico grandioso, con una cupola alta 118,4 metri e larga 236,5 metri, ma quando la costruzione era quasi pronta, la struttura implose, crollando la mattina presto del 25 GENNAIO 1985 . Anche se la cupola crollò a causa di errori nella sua costruzione, il crollo ha avuto conseguenze storiche impreviste. L’alto funzionario del Partito comunista sovietico di Mosca sovrintendere alla costruzione della cupola Istra è stato licenziato dal suo lavoro e inviato a un distaccamento remoto come punizione. Egli è stato sostituito con il collega comunista Boris Eltsin, che è stato invitato a lavorare a Mosca e divenne il primo presidente della Russia. VIDEO Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org 

   

Il magnesio: aiuta a curare quasi tutto, Ma nessuno ve lo dice!!!

E’ lo scarto del sale, ma è indispensabile per l’attività di oltre 300 enzimi e svolge un ruolo fondamentale praticamente su quasi tutti gli apparati del corpo umano. Non a caso, da chi ne conosce le potenzialità, è considerato la panacea di molti mali. E’ facilmente assimilabile ed economico. Ma soprattuttofunziona.
E’ l’unico fra i Sali di magnesio ad aver dimostrato la sua efficacia nella terapia delle malattie infettive, grazie all’effetto stimolante sui globuli bianchi e in generale su tutto il sistema immunitario. Il Cloruro di Magnesio aiuta a curare “epilessie, distrofie, sclerosi, poliomielite, tumori, asma, bronchite cronica, broncopolmonite, enfisema polmonare, influenza, pertosse, raucedine, affezioni dell’apparato gastrointestinale, malattie cervicali, tensioni neuro muscolari, artriti, sciatiche, dolori ai muscoli, calcificazioni, osteoporosi, depressioni, ansie, paure, mali di testa, febbri, fuoco di sant’Antonio, orticarie, tetano (anche quando il paziente è già rigido), morsi di vipera (lavare anche la ferita), rabbia, parotite, scarlattina, rosolia, morbillo e le altre malattie dell’infanzia”. Come ogni scoperta, anche questa parte da un evento pressoché fortuito: nel 1915 il professor Pierre Delbet, utilizzando una soluzione di cloruro di magnesio per il lavaggio delle ferite, si rese conto di come questa non solo non danneggiasse i tessuti, cosa che – invece – accadeva con gli altri antisettici, ma addirittura facilitasse la guarigione della ferita stessa. Delbet scoprì inoltre come l’uso del cloruro di magnesio scongiurasse pericolose complicazioni, quali le sovra infezioni batteriche frequenti all’epoca, grazie all’azione di stimolo sull’attività dei globuli bianchi. Il successivo e importantissimo passo fu scoprire che l’azione di stimolo non era limitata ai globuli bianchi, bensì agisse su tutte le cellule dell’organismo, allargando lo spettro oltre i meccanismi di difesa. La sperimentazione proseguì somministrando la soluzione anche per via orale, riscontrando – nella maggior parte dei pazienti – il manifestarsi di una sensazione di benessere generale, energia, una maggiore resistenza alla fatica e una maggior stabilità emotiva. All’epoca, le molte persone che cominciarono ad assumere la soluzione di cloruro di magnesio in qualità di “tonico”, con conseguenze inaspettate sull’organismo, informarono prontamente il professore. In poco tempo, grazie alle testimonianze dei pazienti, Delbet si ritrovò tra le mani gli effetti della sua “scoperta”. Il cloruro di magnesio aveva fatto scomparire completamente disturbi dell’apparato digerente come coliti, colecistiti e angiocoliti, aveva migliorato in modo esponenziale affezioni del sistema nervoso quali il tremore senile, il morbo di Parkinson, i crampi muscolari. Ancora, effetti sorprendenti erano stati riscontrati nella cura della pelle: acne giovanile, eczema, psoriasi, verruche, geloni, prurito. Infine, Delbet fu in grado di dimostrare come il cloruro di magnesio potesse migliorare lo stato di unghie e capelli, di diverse patologie legate allo stato allergico come il raffreddore da fieno, l’orticaria, i pruriti di vario genere fino ad arrivare alle emorroidi e all’edema di Quincke. La sua sperimentazione si allargò a tal punto da testare il cloruro di magnesio localmente, sotto forma di pomata: l’effetto non raggiunse il 100% voluto, ma l’applicazione permise di far inscurire buona parte di capelli e barbe sbiancate da anni, o di scolorire le macchie cutanee della “vecchiaia”. Nelle sue ricerche, Pierre Delbet fu coadiuvato dal Dottor Neveu, ma i benefici del Cloruro di Magnesio hanno interessato parecchi medici e ricercatori, tra cui l’italiano Raul Vergini. Se gli alchimisti assegnavano la denominazione di Panacea Universale al chermes, minerale ritenuto capace, oltre che di guarire ogni male, anche di prolungare indefinitamente la vita, a questo punto anche il Cloruro di Magnesio potrebbe arrogarsi, senza tema di smentita, lo stesso titolo. La cosa incredibile è come la carenza di Magnesio sia sempre stata ignorata dai medici come possibile causa di almeno una buona parte dei disturbi che affliggono l’essere umano. Il Magnesio è un elemento essenziale presente in tutti gli organismi, indispensabile per lo svolgimento di numerose reazioni enzimatiche. L’organismo umano ne contiene circa 25 grammi, localizzati per lo più nelle ossa, nei muscoli, nel cervello e in altri organi come fegato, reni e testicoli. Il Magnesio ha la capacità di produrre l’equilibrio minerale necessario agli organi per l’espletamento delle loro funzioni, come per esempio i reni, alimenta l’acido urico nelle artrosi, ha potere decalcificante fino alle più sottili membrane nelle articolazioni, nelle sclerosi e nelle sclerosi calcificate, quindi è un valido aiuto per prevenire gli infarti poiché purifica il sangue. Rinvigorisce anche il cervello: diversi studi attestano la sua validità nel mantenerne la gioventù, fino alla vecchiaia. Malgrado tutto ciò, Il Magnesio è – tra tutti gli elementi – il meno somministrato. La sua importanza è stata, e ancora oggi continua a essere dai più, sottovalutata. Se è stato dimostrato come, con l’uso del Magnesio, aumenti anche la conta dei globuli bianchi perché questo effetto, che porta il nome di citofilassi, continua a essere ufficialmente trascurato? Come dire che per l’essere umano non sia importante avere la possibilità di aumentare il proprio tono immunitario. Secondo Padre Beno J. Schorr, professore di fisica, chimica e biologia al Collegio di Santa Caterina “Il Magnesio elimina il calcio dai punti indebiti e lo fissa solidamente alle ossa. Dopo i 40 anni l’organismo assorbe sempre meno magnesio, producendo vecchiaia e dolori perciò deve essere preso secondo l’età. Dai 40 ai 55 anni: mezza dose (una dose = una tazzina da caffè). Dai 55 anni ai 70: una dose al mattino. Dai 70 ai 100 anni: una dose al mattino ed una alla sera”. (1985) E’ del 1932 la ricerca di Schrunipf-Pierron: la dieta abituale delle popolazioni rurali dell’Egitto forniva quasi due grammi di Magnesio al giorno. Risultato? Tra i contadini egiziani l’incidenza del cancro era 10 volte inferiore a quella delle popolazioni di Europa e USA, mentre quella del cancro allo stomaco addirittura 50 volte minore. Non a caso, anche Delbet orientò la sua ricerca anche in quest’ambito. Nel quotidiano, Schrunipf-Pierron osservò come i contadini egiziani non soffrissero di raffreddori, influenze, polmoniti e pleuriti. Le loro donne partorivano con estrema facilità, mentre gli anziani conservavano un’ “andatura elegante e armoniosa anche in età molto avanzata”. Sia chiaro, il Cloruro di Magnesio non è una medicina, bensì un alimento che non ha controindicazioni ma soprattutto è compatibile con qualsiasi cura farmacologica in corso. Ha comunque una peculiarità non indifferente: prenderne una dose per un dolore soltanto fa sì che eventuali altri dolori guariscano comunque, perché il sale mette in ordine tutto il corpo. Dove trovare Il Magnesio? Presto detto: nei cereali integrali, la soia, i fagioli, i vegetali in genere (se coltivati con metodo biologico), i frutti di mare, cioccolata e cacao. Essendo un prodotto di scarto del sale, va da sé che anche il sale marino sia ricco di Magnesio. Peccato però che l’impego di concimazioni minerali e il raffinamento dei cibi portino alla quasi totale perdita di magnesio. La stessa cottura può portare a un impoverimento dello stesso fino al 70%. Come scoprire se si è carenti di Magnesio? Molto spesso i sintomi passano per ansia, ipereccitabilità muscolare, cefalea, vertigini, insonnia, asma, alterazioni del ritmo cardiaco, stanchezza eccessiva, disturbi del ciclo mestruale. Dire che si sarà immuni da tutte le malattie è impossibile, ma sapere che c’è la possibilità di attenuare i dolori e il decadimento del corpo, è già una ragione importante per cominciare ad assumerlo. Anche perché il corpo, nella sua grande intelligenza fisiologica, elimina l’eventuale eccesso da solo. Al massimo, pulirete l’intestino. Che male non fa. Per quanto mi riguarda, devo ringraziare un erborista che, anni fa, mi ha letteralmente “rimessa al mondo” consigliandomi il Cloruro di Magnesio. La pigrizia a volte prende il sopravvento e io stessa, pur consigliandolo a tutti, dimentico di assumerlo. E gli effetti si vedono. Per quanto mi riguarda, uso il Magnesio Supremo, scelto dopo aver letto il libretto accompagnatorio. Iniziato con il pensiero che comunque male non faceva, ho visto sparire in poco più di una settimana un dolore alla schiena che credevo cronico, e non solo. Potete trovare questo prodotto nelle farmacie più lungimiranti, nelle erboristerie, o ordinarlo online. Francamente dove lo acquistiate non ha importanza. Posso solo dirvi che mi ha aiutata, tanto. Così ho pensato fosse giusto e doveroso, da parte mia, mettervi a parte del mio “piccolo se

Aula Paolo VI del Vaticano ha la forma di un serpente?






 Vista dall’alto potrebbe vagamente ricordare la testa di un serpente. Solo vagamente, certo. Anzi, forse la somiglianza è una forzatura. Giudicate voi:
È una forzatura? Può essere. Non si potrebbe dire lo stesso, però, dell’interno della stessa aula. In questo caso la somiglianza è eccessiva. Guardate:
Sembra un po’ troppo per essere una coincidenza, vero?
Se ci soffermiamo sui particolari, l’aula diventa ancora più satanica (e quindi massonica). Oltre alle finestre a forma di occhi e oltre al tetto squamoso, possiamo notare che il palco sembra una bocca aperta con tanto di denti (le due colonne poste a sinistra e a destra del palco) e, addirittura, il passaggio tra i posti a sedere forma la lingua che esce dal centro della bocca!
E ancora non arriviamo alla parte peggiore.
Intanto alcune informazioni sull’ideatore di questo preciso serpente vaticano. Sempre dfu utilizzata dal regime fascista per propagandare il “progresso” e proposta all’opinione pubblica come un idolo, tanto che le sue opere erano conosciute anche da coloro che a malapena sapevano i nomi dei grandi maestri de lRinascimento
Sempre così, più sono amanti dei serpenti, più vengono fatti passare come idoli…
Tra il 1953 e il1958 si occupò della realizzazione della sede dell’UNESCO a Parigi
Per chi non lo sapesse, l’UNESCO è il braccio culturale dell’auspicato Governo Mondiale massonico.
Interessante è anche la chiesa di San Gaspare del Bufalo di Roma, nel quartiere Tuscolano, in via Rocca di Papa.
Essa fu costruita su progetto dell’architetto Pier Luigi Nervi tra il 1976 ed il 1981, e venne solennemente consacrata dal cardinale Ugo Poletti il 24 ottobre 1981. Come ricorda una lapide posta in fondo alla chiesa, il 6 dicembre 1981, alcuni mesi dopo l’attentato, la chiesa ricevette la visita diGiovanni Paolo II.
Anche Wikipedia è costretta ad ammettere:
L’aspetto esterno della chiesa, quello cioè visibile da Largo dei Colli Albani, è molto curioso a livello iconologico: si tratta infatti di un occhio inscritto in un triangolo. Trattasi dell’occhio onniveggente. Esso è stato utilizzato […] dalla Massoneria come simbolo dell’entità divina da loro venerata, il Grande Architetto dell’Universo
Ecco la chiesa costruita dall’architetto Nervi forse in onore del dio massonico, il grande architetto dell’universo, che, per chi non lo sapesse, è sempre il serpente.
Possiamo adesso tornare al nostro serpente vaticano. Il particolare più inquietante dell’Aula Nervi, riguarda l’interno della “bocca dentata” del serpente che ho cerchiato di rosso. Indovinate cosa c’è nell’opera che si vede da lontano?
Esatto. C’è Gesù, il Dio fatto uomo della religione cattolica. Dentro la bocca di un gigantesco e inquietante serpente, il serpente che nella Genesi rappresenta Lucifero, c’è Dio. Semplici coincidenze o piccole e patetiche “rivincite” massoniche?


giovedì 12 febbraio 2015

Fotovoltaico: le DSSC sono la tecnologia più promettente in rapporto a produttività e sostenibilità

L'università di Siena ha condotto un’analisi dei pannelli di terza generazione, costituiti dalle cosiddette DSSC (Dye Sensitized Solar Cells), per...






L'università di Siena ha condotto un’analisi dei pannelli di terza generazione, costituiti dalle cosiddette DSSC (Dye Sensitized Solar Cells), per arrivare a proporre unametodologia di valutazione basata sul rapporto tra capacità dei dispositivi di produrre energia e costi per l’ambiente. “La vera efficienza si misura in rapporto alla sostenibilità ambientale”, è questa la filosofia del team di ricerca, coordinato dal professorRiccardo Basosi.
Dalla nostra analisi è evidente che i pannelli DSSC presentano netti vantaggi, nonostante non siano ancora state perfezionate le tecnologie produttive industriali", spiegano gli autori della ricerca, che mette in luce come, tra le celle solari più innovative, le tecnologie DSSC rappresentino un’alternativa percorribile rispetto ai sistemi tradizionali, sia per vantaggio economico che per metodologie costruttive eco-friendly. Si tratta di particolari celle fotoelettrochimiche costituite da due vetrini conduttori, che fungono da elettrodi, separati da uno strato di biossido di titanio dal materiale attivo e dalla soluzione elettrolitica.
In sostanza il lavoro del team senese tiene conto del parametro di durata dei pannelli, con un approccio LCA (Life Cycle Assessment – Valutazione del Ciclo di Vita), per stabilire quale sia il potenziale innovativo di ogni singola specificità tecnologica nell’ambito dei pannelli fotovoltaici organici, e metterla a confronto con altre tecnologie avanzate utilizzate in altri tipi di pannelli. E dalla valutazione si deduce come le caratteristiche strutturali e di funzionamento rendano leDSSC più vantaggiose sia per minori costi di smaltimento che per un ridotto impatto ambientale.
Lo studio individua, inoltre, alcuni fattori di miglioramento dell’efficienza energetica: ad esempio, passando dal vetro ad un substrato polimerico per il supporto, l'impatto ambientale causato dai consumi energetici può essere ridotto del 35%.
In anni recenti è stato fatto un lavoro immenso per individuare le celle solari più efficienti, e le attività di ricerca e sviluppo hanno consentito la progettazione di sistemi solari ad alta efficienza che stanno per essere immessi sul mercatoNel nostro studio abbiamo voluto adottare un punto di vista preciso, quello della durata delle celle solari, mettendolo a confronto con l’efficienza produttiva, per offrire a chi si occupa dello sviluppo delle nuove tecnologie una valutazione complessiva dei prodotti, sia in base all’impatto ambientale sia alla produttività”, ha spiegato il professor Basosi.

Dal bicarbonato di sodio un metodo innovativo per la cattura del carbonio

Un nuovo metodo per la cattura della CO2 a base di carbonato di sodio (un sale di sodio dell'acido carbonico), che reagendo con l'anidride...



Un nuovo metodo per la cattura della CO2 a base di carbonato di sodio (un sale di sodio dell'acido carbonico), che reagendo con l'anidride carbonica produce il comunissimo bicarbonato di sodio.
Il metodo, messo a punto dai ricercatori statunitensi del laboratorio Lawrence Livermore, in collaborazione con la Harvard Univerity e quella dell'Illinois, è descritto suNature. Prevede l'utilizzo di microcapsule contenenti un composto fluido a base di carbonato di sodio. Con un diametro di 0,5 millimetri, il guscio è costituito da un polimero permeabile all'anidride carbonica, che reagisce con il carbonato di sodio rimanendo intrappolata. Il risultato del processo è idrogenocarbonato di sodio, comunemente noto come bicarbonato di sodio.
Questo metodo di cattura della CO2 presenta dei vantaggi rispetto ad altre sostanze attualmente utilizzate a tal scopo (come ad esempio l'etanolammina): ha un impatto ambientale ridotto e aumenta notevolmente l'assorbimento del carbonio, senza danneggiare gli impianti (infatti la soluzione rimane all'interno delle microcapsule e non avviene nessun contatto diretto con le superfici).

Aprire un ristorante in casa propria. Si può. La nuova tendenza si chiama Social Eating


Per far quadrare i conti, è possibile arrotondare avventurandosi nella ristorazione semi professionale. A patto che, ovviamente, si abbia la passione per la cucina. Se aprirsi a Roma un ristorante vi sembra un’ impresa titanica potete cavalcare la nuova tendenza 2.0. Si chiama social eating e permette, attraverso web e app di organizzare nel proprio soggiorno un piccolo e gustoso ristorante. Il web sociale sta cambiando i profili di moltissimi mestieri. Abbiamo già parlato tempo fa di come l’ App Uber stia facendo arrabbiare i tassisti proprietari di costose licenze. Così come Uber permette a chiunque di improvvisarsi tassista esistono anche diverse applicazioni che consentono di commercializzare serate food, nelle case private. Gnammo, ad esempio, è un bel progetto nato dall’ incubatore del Politecnico di Torino che prima di conoscere fortuna in patria è esploso in Inghilterra e Stati Uniti.
Ora finalmente è sbarcato in terra natia, dove già ha riscosso un buon successo in termini di registrazioni.
Funziona come un qualsiasi e-commerce, un po’ nello stile di AirBnB nel mercato dei bed and breakfas. Ci si registra, si propone la propria serata mangereccia e si attendono le adesioni. Una parte del ricavato andrà ai gestori dell’ app, il resto all’ improvvisato ristoratore.
A Roma il fenomeno sta divenendo talmente imponente che qualcuno ha pensato ad una versione ad hoc. Si chiamaceneromane.com ed è il punto di riferimento capitolino per l’ home restaurant. Rivolto a turisti e romani, permette di mangiare spendendo poco, anche in case e location molto prestigiose.
Insomma, in tempo di crisi in molti stanno pensando di aggiungere un posto a tavola. Tanto divertimento per gli appassionati