martedì 3 febbraio 2015

Le pensioni caleranno fino al 47% entro il 2037.I giovani di oggi saranno i poveri di domani


E’ ovvio che nessuno ve lo dice.Le pensioni diminuiranno man mano fino a raggiungere un taglio del 47%entro il 2037.anche chi lavora oggi sarà povero domani…

Cominciamo a parlare  dei pensionati
 di oggi,i quali hanno riscontrato “misteriose” trattenute sugli assegni pensionistici di gennaio e febbraio 2015.Il decreto del 20 novembre 2014, emanato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, ha fissato nella misura del 1,1% l’aumento di perequazione automatica da attribuire alle pensioni, in via definitiva per l’anno 2014. Una volta rideterminato l’importo di pensione effettivamente spettante per l’anno 2014, si è provveduto ad attribuire la rivalutazione provvisoria per l’anno 2015.
E ora arrivano i primi risultati della mossa del governo che si ripercuotono sulle tasche dei cittadini.
Nella rata di gennaio 2015 milioni di pensionati hanno trovato una nuova trattenuta chiamata ‘conguaglio pensione da rinnovo’. Si tratta appunto del meccanismo di rivalutazione delle pensioni che nel 2014 ha portato l’Inps a mettere le mani nel portafoglio dei pensionati sottraendo circa 12 euro ogni 1.000 euro di pensione.
Ma la “stangatina” non si ferma solo a gennaio, proseguirà anche nell’assegno di febbraio. Su una pensione minima (con un importo medio di circa 500 euro lordi) verranno sottratti 5,40 euro, mentre su un assegno di 1.500 euro la somma sottratta sarà di circa 16 euro. Insomma di fatto la rivalutazione per l’anno in corso andrà ad erodere quelle poche risorse di cui dispongono i pensionati.

Per i pensionati del futuro l’assegno previdenziale sarà sempre più magro: diminuisce infatti drasticamente il tasso di sostituzione tra retribuzione e pensione nel tempo. Lo hanno confermato le analisi di Bankitalia. Intanto il neo presidente Boeri promette una tangibile riforma dell’ente ed un taglio alle pensioni d’oro sopra i 3.000 euro. Vediamo tutto in dettaglio. Secondo Bankitalia, per una consistente fetta della popolazione la “ricchezza previdenziale potrebbe risultare inadeguata”. Nelle stime della Ragioneria di Stato, un lavoratore del settore privato che nel 2013 avrebbe ottenuto una pensione pari al 70% della propria retribuzione (al lordo dell’imposizione fiscale e contributiva), nel 2040 vedrà ridotta la percentuale al 52%, a parità di anni di contribuzione.

Secondo le stime dell’Inps, l’attuale grado di copertura della pensione rispetto alla retribuzione (viene determinato in base al rapporto tra l’importo della pensione al momento del collocamento a riposo e la retribuzione immediatamente precedente l’accesso al pensionamento) per i lavoratori dipendenti è del 52%. Scenderà fino ad arrivare al 47% nel 2037.
Diretta e inevitabile conseguenza dell’inadeguatezza delle pensioni sarà l’aumento della spesa sociale. Anche perchè, sulla base del campione dei bilanci di Bankitaia (che contiene anche il risparmio ed i patrimoni), emerge che il 47,3% dei lavoratori andrà in pensione con meno del 60% dello stipendio, ma di questi un 15% appartiene alla fascia più povera della popolazione, senza altre risorse oltre alla pensione.

Ecco qual è l'antibiotico naturale più potente: la ricetta per prepararlo


 


ROMA - Esiste un antibiotico naturale in grado di combattere raffreddore e influenza meglio di qualsiasi altro in circolazione e si chiama Master Tonic, o Super Tonic (come lo chiama il dottor Schulze).
La bevanda promette miracoli già 24 ore dopo l'assunzione. Si consigliano 2 cucchiai da tavola al mattino e alla sera ai primi sintomi di influenza.
Il sito lafucina.it spiega come si fa a prepararlo.
Ecco la ricetta:

INGREDIENTI
1 testa d’Aglio intera, sbucciata e tritata (l’aglio è antibatterico, antimicotico, antivirale e antiparassitario)
1 Cipolla bianca, sbucciata e tritata (proprietà similari a quelle dell’aglio)
1 pezzo di Radice di Zenzero (10 – 12 cm) fresco grattugiato (incrementa la circolazione nelle estremità)
1 pezzo di Radice di Rafano (10 – 12 cm) fresco grattugiato (incrementa il flusso sanguigno verso la testa)
4 Peperoncini freschi tritati, semi inclusi, privati dei piccioli (Caienna, Jalapenos, Serranos, Habaneros, African bird, etc. Qualsiasi combinazione dei peperoncini più piccanti è adatta.)
1 litro di Aceto di Mele non pastorizzato

PREPARAZIONE
Versa tutti gli ingredienti in un frullatore.
Inizia a frullarli a potenza ridotta, aumentando poi in modo graduale.
Continua fino a ottenere una purea uniforme.
Se stai utilizzando un frullatore a immersione, inizia a frullare solo pochi ingredienti, incorporando i restanti in modo graduale. Se possibile aggiungi l’aceto solo alla fine.
Versa la miscela in un barattolo di vetro delle dimensioni adeguate
Il tonico non dovrà essere conservato in frigorifero, ma a temperatura ambiente.

lunedì 2 febbraio 2015

E’ la casa dei tuoi sogni, è bellissima, ecologica ed energeticamente autonoma grazie all’uso di pannelli solari, ma sopratutto si costruisce in 48 ore! Potrebbe essere un sogno invece è finalmente realtà!


Si chiama Mini-house, è in legno e si costruisce veramente in soli due giorni anche se non si è esperti carpentieri o muratori, è un progetto proveniente dalla Svezia ed è un prodotto di un marchio scandinavo leader nel settore delle costruzioni e case prefabbricate.
L’idea è di Jonas Wagell nasce già qualche anno fa, inizialmente come piccola casetta di appena 15 metri quadri pensata per pochi giorni di vacanza e grazie alle sue dimensioni, la Mini House, non aveva bisogno di un permesso di costruzione in Svezia.


Col tempo il progetto si è però trasformato in case fino ai 90 metri quadri, vere e proprie abitazioni ecologiche e con l’aggiunta di pannelli solari per l’energia ellettrica, che potrebbero essere la soluzione ideale per chi non riesce a pagare un mutuo o un finanziamento per l’acquisto della propria casa.

In questo modo con un badget sicuramente inferiore rispetto all’acquisto di un immobile in mattoni, la Mini house 2.0 potrebbe essere la soluzione ideale per chi una casa non ce l’ha, e sopratutto energeticamente efficiente attraversopannelli solari e quindi, con un ulteriore risparmio a lungo termine.

Ricca di ampie vetrate che sfruttano la luce naturale del sole e aree ben studiate e moderne, oggi offrono diverse personalizzazioni a seconda dei gusti del compratore.

Il modello base della mini-casetta comprende muri, pilastri portanti, tetto, finestre e sistema d’isolamento, comunque tutti materiali riciclabili, la casetta “fai-da-te” necessita solamente di un plinto di fondazione.

La Mini House 2.0, dotata di pannelli solari per l’autoproduzione di energia elettrica è attualmente disponibile solo in Svezia , anche se i lavori sono in corso per la sua distribuzione in Europa centrale .

Il futuro dell'agricoltura e' nei droni contadini



Il futuro dell'agricoltura è nei droni. Secondo una speciale classifica stilata da Mit Technology Review, infatti, i cosiddetti "droni agricoli" sarebbero una delle dieci tecnologie emergenti più utilizzate.


Già in uso in Giappone (pioniere, tra l'altro, anche delle "serre del futuro") per monitorare i campi coltivati o realizzare interventi mirati anche sulle singole piante a costi inferiori rispetto ai metodi tradizionali (2.500 sono le "macchine volanti" adibite allo "spraying" sulle risaie), i droni agricoli consentiranno, di fatto, dirisparmiare tempo e risorse economiche e di garantire una maggiore sicurezza nelle comuni attività agricole.
È in questo modo, allora, che nasce la "agricoltura di precisione" o, per dirla con gli inglesi, "precision farming": con i sensori si individuano le priorità per ogni zona coltivata e i droni consentono di intervenire in maniera mirata. In questo modo, si manterrà nei limiti l'uso dell'acqua e, soprattutto, dei pesticidi e si interverrà in maniera precisa su particolari aree o addirittura su singole piante.
Questo specifico settore si sta rivelando molto interessante anche in Italia, dove, si sa, il comparto agricolo riveste un'importanza fondamentale nell'economia dell'intero Paese. Il punto sullo sviluppo di questo nuovo business sarà fatto in occasione della conferenza "Droni in agricoltura", nuovo appuntamento del ciclo "Roma Drone Conference", che si svolgerà il prossimo 28 gennaio a Roma all'Atahotel Villa Pamphili.
droneagricolo2
"Questa nostra conferenza sarà soprattutto un'occasione per conoscere i risultati dei primi esperimenti italiani di agricoltura di precisione con APR e anche per la presentazione di nuovi droni-contadino sviluppati da aziende italiane e pronti ad entrare sul mercato nazionale ed estero", precisa il presidente di Roma Drone Conference, Luciano Castro.
Una dimostrazione effettiva della diffusione dei droni nel settore agricolo è dato dai corsi organizzati in collaborazione tra Biofly e HobbyHobby, volti a ottenere l'Apr (pilotaggio teorico e pratico dei droni), utilizzando quindi i droni in sicurezza in tutto rispetto dell'attuale normativa vigente.
Insomma, la tecnologia comincia ad entrare a pieno titolo anche nel settore agricolo, aiutando gli agricoltori ad essere più efficienti nella cura della campagna.
Germana Carillo

Dagli USA un processo per produrre due biocarburanti da una singola alga

Un team di ricercatori americani del Woods Hole Oceanographic Institution ha scoperto che una particolare specie di alga marina contiene...



 Un team di ricercatori americani del Woods Hole Oceanographic Institution, (istituto di ricerca - scienze marine e produzione di relative opere ingegneristiche), nelMassachusetts, ha scoperto che una particolare specie di alga marina contiene acidi grassi che possono essere facilmente convertiti in esteri (molecole contenute nel biodiesel).
Si tratta della specie Isochrysis, comunemente utilizzata per la produzione di mangime per pesci, dalla cui sisntesi si può ricavare sia biodiesel che biocarburanti per aerei. Quest'alga è una delle poche specie a contenere gli acidi grassi detti alchenoni, composti da lunghe catene di 37 - 39 atomi, che possiedono ottime potenzialità per la trasformazione in biocarburanti. Ma siccome il biocarburante prodotto da tale alga tende a solidificarsi a temperatura ambiente(proprietà questa dovuta proprio agli alchenoni), i ricercatori hanno sfruttato una reazione nota come 'metatesi olefinica' capace di rompere le catene in molecole composte da solo 8-13 atomi, ideali per produrre biocarburante per aerei e biodiesel.
Grazie al processo messo a punto dai ricercatori statunitensi, spiegato su Oceanus Magazinei costi e i tempi di produzione potrebbero essere notevolmente ridotti. E, siccome questa specie di alga viene già prodotta su larga scala dall’industria dei mangimi per pesci, sarebbe facilitato l'avvio della produzione su larga scala di biocombustibili. Inoltre, poter produrre due biocarburanti da una sola alga rappresenta una rilevante innovazione a livello scientifico e industriale. Al momento, però, il metodo impiegato per produrre biocarburante dall'alga Isochrysis non è ancora abbastanza competitivo per avviare una produzione a livello industriale.


domenica 1 febbraio 2015

Energia solare: a Bologna gli spazzini più che ecologici

Avete visto cosa potete trovare sotto i portici di Bologna? Veri e propri spazzini di una volta, con tanto di bicicletta ad energia solare per una città più pulita con l’energia altrettanto pulita.

 Grazie ad un’azienda di nome Hera, è stato possibile mettere a punto una spazzatrice diversa dalle solite, che và ad energia solare, un concentrato di tecnologia perfetta per i portici di una delle più belle ma più inquinate città italiane.


Silenziosa, leggera, e non inquina, insomma, grazie all’energia solare è una bici 100% Green, sono inoltre praticissime in quanto , quando è necessario possono essere smontate con facilità come le matrioske, e trasportate con estrema agilità anche sulle strade meno comode del centro storico.

Si tratta a tutti gli effetti di una bicicletta alimentata però grazie ad un piccolo pannello solare, con l’energia solare, un’energia pulita e inesauribile, per tenere pulite e curate le strade della città che con i suoi 40 km di portici (i più lunghi al mondo e per questo è la città candidata alla tutela dell’Unesco in quanto patrimonio dell’ Umanità)) nel chiaro rispetto dell’ambiente con l’energia solare.
Energia solare per la pulizia dei portici
Grazie alle bici-spazzatrici ad energia solare i portici di Bologna, patrimonio Unesco, saranno ancora più puliti.

Al momento possiamo contare sei mezzi ad energia solare a Bologna, ma che ben presto diventeranno un numero sufficiente a ricoprire il servizio di tutta l’area del centro storico.

Ancora una volta, è la dimostrazione che anche l’Italia sia sempre più sensibile in termini diecosostenibilità ed energie rinnovabili, questi sono i passi giusti che il nostro Governo dovrebbe fare, la strada è ancora lunga, noi cominciamo dalle nostre case, e consideriamo l’energia solare come la Nostra energia, gratis e per tutti.

Come liberare il naso chiuso in 1 minuto con un semplice esercizio

L'esercizio derivato dal metodo Buteyko

Il naso chiuso è un problema con cui molti di noi hanno spesso a che fare, soprattutto in inverno, ma non tutti sanno come porvi rimedio in un solo minuto. Si tratta di un rimedio naturale testato su circa 100.000 pazienti e che è risultato utile nell’85 per cento dei casi. È un esercizio semplice per liberare il naso chiuso inventato da alcuni medici russi che praticano il metodo Metodo Buteyko. Questo metodo, ideato dal dottor Konstantin P. Buteyko, è una tecnica di rieducazione respiratoria per la riduzione ed eliminazione dell’iperventilazione. Di seguito vi spieghiamo tutti i passaggi dell’esercizio:

Il metodo Buteyko per liberare il naso chiuso in 1 minuto

1. Distenditi e rilassati in una comoda poltrona nel tuo salotto
2. Tieni la bocca chiusa durante e dopo l’esercizio. Se apri la bocca dovrai rincominciare da capo.
3. Espira dal naso (consigliato) o dalla bocca se devi farlo
4. Ora trattieni il respiro tappandoti il naso
5. Muovi delicatamente la testa avanti e indietro

6. A questo punto la tua bocca è chiusa, stai trattenendo il respiro e stai facendo oscillare il capo
7. Continua così finché non senti un po’ di fastidio e hai bisogno di respirare
8. A questo lascia libero il naso e fai un bel respiro col naso tenendo la bocca chiusa
9. Dopo aver fatto un respiro profondo continua a respirare più lentamente e con calma per qualche minuto
10. Se è necessario ripeti l’esercizio sempre tenendo la bocca chiusa
Ha funzionato? Facci sapere nei commenti!

UNA BOMBA ATOMICA ALL'INCONTRO TSIPRAS - MARTIN SCHULZ : "VOGLIAMO LA MERKEL DI FRONTE AD UN TRIBUNALE INTERNAZIONALE"


Riceviamo e volentieri pubblichiamo da una nostra corrispondente in Grecia…….. 
Alexis Tsipras, durante l’incontro con Martin Shultz, presidente del Parlamento Europeo, ha inviato alcuni messaggi alla cancelliera tedesca Angela Merkel.  Non soltanto ha inviato messaggi , ma in pratica ha voluto anche consegnare un memoriale dove si dimostrano i brogli dei grandi industriali (businesmen) greci e tedeschi e quanto questi loro affari sono costati alle casse dello Stato Greco. Tsipras mette sotto accusa i governi tedeschi che hanno collaborato e fatto affari con i grandi industriali ( magnati) greci nell’ interesse delle multinazionali tedesche.
“Sig Shultz”, ha detto Tsipras, ” la Germania ha fatto fallire il mio paese ed in questo memoriale ci sono tutti gli scandali con le prove necessarie: la Siemens , i treni, i sommergibili, le società di costruzioni, le evasioni fiscali e la continua immunità concessa per questi delitti. La lista Lagard (attuale dirigente del FMI) sempre tenuta nascosta dai precedenti governi con il consenso della Germania. E questa non e’ la sola lista”.
“Se voi, che avete provveduto al finanziamento delle banche, aveste invece insistito per il controllo finanziario degli industriali miliardari (magnati), invece di buttare i soldi nella spazzatura, si sarebbe potuto varare un programma di salvataggio della Grecia”.
“Non e’ possibile”, ha proseguito Tsipras, ” che si licenzino 400 donne delle pulizie e che si lascino impuniti i grandi evasori fiscali che hanno sottratto miliardi di euro. Non e’ Lei a conoscenza di questo sig. Shultz? ”
A un certo punto , sorridendo, ma non troppo, Tsipras ha detto a Shultz: “Noi possiamo portare la sig. Merkel davanti al Tribunale Internazionale (la Corte di giustizia dell’Aja) per aver causato l’impoverimento del popolo greco, dimostrando il coinvolgimento della Germania nel Business dei tedeschi con i magnati greci”.
“Una poverta’ che consegue alla distruzione del nostro paese sia durante la guerra , sia in seguito visto che la Germania ci ha imposto, in pratica, gli uomini politici e i governi nel nostro paese”.
Il presidente della commissione europea era rimasto di sasso senza poter articolare una parola di fronte a tanti documenti posti sulla scrivania da Alexis Tsipras e da Nikos Papas. Martin Shultz aveva iniziato la conversazione con Tsipras con tono aggressivo: ” che ci dici allora Alexis, hai deciso di fare il duro e mettere la Grecia fuori dall’euro?”
“Sig. Presidente, caro Martin”, ha risposto Tsipras, ” vorrei ricordarti che e’ ancora fresca la scelta del popolo greco verso Syriza,e questa scelta vuol dire fine all’austerity nella Grecia del post memorandum. Adesso io devo mettere in pratica il nostro programma, il programma di Syriza”.
“Come puoi fare questo? Dove troverai i soldi , visto che vuoi riassumere i dipendenti statali licenziati, vuoi fermare le privatizzazioni, vuoi aumentare stipendi e pensioni?”, ha risposto Shultz.
“Noi abbiamo un programma di riforma dello stato, siamo decisi a cambiare lo stato e il suo clientelismo e farla finita con il potere incontrollato dei magnati e le loro evasioni fiscali con la copertura dei precedenti governi”. A questo punto Tsipras consegna  a Shultz un memorandum con le prove schiaccianti , in lingua inglese.
“E ‘ un documento che dimostra i rapporti dei magnati con i governi greci. il documento e’ stato preparato da un gruppo di miei deputati e avvocati di Syriza”, ha detto Tsipras.
Durante la conversazione con il premier greco , Shultz ha ripreso il discorso del programma di salvataggio della Grecia,  tuttavia Tsipras in nessun modo  ha voluto ascoltare discorsi che riguardassero il precedente memorandum . “Il memorandum è morto: Kaputt!!”

Pannelli solari e ricarichi il Tablet o lo smartphone al mare

Pannelli solari per i dispositivi tecnologici, che sono sempre più presenti anche in spiaggia.

Oramai sono sempre meno le persone che vanno in vacanza al mare per rilassarsi e non sentire nulla se non  il rumore in sottofondo del mare e le risa dei bambini.
Secondo alcune statistiche gli italiani in media, possiedono almeno tre dispositivi tecnologici a testa e un quarto della popolazione intervistata dichiara di voler  trovare una collegamento a Internet senza fili anche in spiaggia.
Ecco che i pannelli solari entrano in gioco in un  approccio alla tecnologia in modo più attento all’ambiente.
Non a caso colossi come Google stanno spingendo sulle rinnovabili puntando sull’energia eolica e i pannelli solari per sfruttare l’ energia pulita del sole.
Anche in Italia diamo un piccolo contributo per quanto riguarda le energie rinnovabili: la Toscana ha dedicato al consumo all’aria aperta una linea di pannelli solari portatili e flessibili per alimentare le batterie di smartphone, fotocamere e altre apparecchiature tecnologiche.
Sono delle vere e proprie piccole stazioni composte da un pannello solare, si va dai 199 euro di quello da 500 grammi di peso ai 1.180 euro del “lenzuolo” da piazzare su barche o camper da 1 chilo e mezzo, e da un accumulatore, che una volta caricato si può anche sfruttare autonomamente.
Il pannello solare  modello base da 10 Wh si carica in 4 ore e può alimentare uno smartphone e mezzo o quattro fotocamere digitali. Mentre il pannello solare da 50 Wh ha bisogno di 10 ore di esposizione al sole ma può supportare 6 telefoni cellulari .

pannelli solari e tecnologie
Sul mercato ci sono già soluzioni come lo YotaPhone in grado quantomeno di contenere il consumo di energia. Il dispositivo in questione ha due schermi: quello principale con il tradizionale Ldc e quello sul retro con la superficie e-ink, a cui ci hanno abituato i lettori di e-book come il Kindle di Amazon.

Pannelli solari per i dispositivi tecnologici, che sono sempre più presenti anche in spiaggia.

Oramai sono sempre meno le persone che vanno in vacanza al mare per rilassarsi e non sentire nulla se non  il rumore in sottofondo del mare e le risa dei bambini.
Secondo alcune statistiche gli italiani in media, possiedono almeno tre dispositivi tecnologici a testa e un quarto della popolazione intervistata dichiara di voler  trovare una collegamento a Internet senza fili anche in spiaggia.
Ecco che i pannelli solari entrano in gioco in un  approccio alla tecnologia in modo più attento all’ambiente.
Non a caso colossi come Google stanno spingendo sulle rinnovabili puntando sull’energia eolica e i pannelli solari per sfruttare l’ energia pulita del sole.
Anche in Italia diamo un piccolo contributo per quanto riguarda le energie rinnovabili: la Toscana ha dedicato al consumo all’aria aperta una linea di pannelli solari portatili e flessibili per alimentare le batterie di smartphone, fotocamere e altre apparecchiature tecnologiche.
Sono delle vere e proprie piccole stazioni composte da un pannello solare, si va dai 199 euro di quello da 500 grammi di peso ai 1.180 euro del “lenzuolo” da piazzare su barche o camper da 1 chilo e mezzo, e da un accumulatore, che una volta caricato si può anche sfruttare autonomamente.
Il pannello solare  modello base da 10 Wh si carica in 4 ore e può alimentare uno smartphone e mezzo o quattro fotocamere digitali. Mentre il pannello solare da 50 Wh ha bisogno di 10 ore di esposizione al sole ma può supportare 6 telefoni cellulari .
tastiera solare
La tastiera con i pannelli solari
Nel caso ci fosse bisogno di una tastiera con la quale lavorare sul tablet, ora c’è la   che funziona sia da custodia che da tastiera alimentata ad energia solare  come un pannello solare per l’iPad, con cui comunica via Bluetooth.
Grazie ai pannelli solari si può anche utilizzare un ventilatore sotto il nostro ombrellone. Su Amazon se ne trovano da 10 euro.
Sempre in Internet, si può anche ordinare con 150 la prima versione del Midia InkPhone, che promette una durata della batteria di due settimane.

Al via 'Spirit', il progetto per il risparmio energetico per le famiglie e l'ambiente



È stato presentato ieri 'Spirit', il progetto per il risparmio energetico per le famiglie e l'ambiente. Sarà realizzato dall'Ökoinstitut Südtirol/Alto Adige, in collaborazione con laCaritas ed il Centro Tutela Consumatori Utenti, e con il sostegno della Ripartizione politiche sociali della Provincia.

Il progetto mira alla formazione di una cinquantina di consulenti volontari (Energy Checker) per il risparmio energetico. L'obiettivo è di fornire sostegno e consulenza alle famiglie in difficoltà economica, aiutandole a tenere sotto controllo le bollette di energia elettrica, riscaldamento e acqua; esensibilizzare tutta la popolazione altoatesina nei confronti del risparmio energetico. “Anche semplici misure (cambiamenti comportamentali nell'utilizzo dell'energia, o la sostituzione di singole apparecchiature) possano portare a un notevole risparmio energetico, addirittura fino al 20%, circa 110 euro l'anno”, si legge in una nota.
I volontari mostreranno alle famiglie trucchi e suggerimenti per risparmiare energianell'ambito dei temi: illuminazione, elettrodomestici in stand-by, grandi elettrodomestici energivori, prestazioni del riscaldamento e consumo di acqua. Inoltre, le famiglie riceveranno anche un kit di strumenti pratici per la riduzione del consumo energetico in casa. La visita del 'Energy Checker' volontario può essere richiesta da tutte le famiglie, contattando l'Ökoinstitut Südtirol/Alto Adige (Andrea Seeber e Benjamin Auer, Tel. 0471 05 73 00).

Una super rete paneuropea per l'energia eolica offshore che abbatterà i costi

Una super rete paneuropea per la trasmissione dell’energia eolica offshore al fine di incrementare l'affidabilità ed equilibrare domanda e fornitura. È...


Una super rete paneuropea per la trasmissione dell’energia eolica offshore al fine di incrementare l'affidabilità ed equilibrare domanda e fornitura. È il progetto'Medow' (Multi-terminal DC grid for Offshore Wind), finanziato dall’Unione europea, con l'obiettivo è quello di implementare una soluzione più efficiente per portare l’energia eolica prodotta dagli impianti offshore alle reti sulla riva, perché questa tecnologia viene sempre di più collocata in alto mare, dove le velocità del vento sono superiori e le turbine sono meno invasive.
Il gruppo di ricerca sta cercando di mettere a punto una super rete in grado di diffondere l’energia eolica in tutti gli stati membri, con una tecnologia sostenibile, che contribuirà alla riduzione dei costi, creando anche nuovi posti di lavoro. “La tecnologia porterà più energia rinnovabile nelle case e nelle aziende e permetterà di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, contribuendo al raggiungimento dell'indipendenza energetica dell'Europa”, spiegano i ricercatori. La tecnologia consiste in una rete a corrente diretta (DC), al posto di singole connessioni da punto a punto, per la trasmissione dell’energia eolica in alto mare e il collegamento a riva con la rete AC.
Il progetto, che è partito nel 2013 e durerà fino al 2017, con un finanziamento Ue di 3,9 milioni di euro, ingloba ricercatori provenienti da cinque università e sei realtà industriali (Cardiff University, Universitat Politècnica de Catalunya, Control Intelligent de l’energia, Alstom Renovables España, Universidade do Porto, Efacec Engenharia e Sistemas, Katholieke Universiteit Leuven, Elia System Operator, Danmarks Tekniske Universitet, China Electric Power Research Institute, National Grid).

Cd o Dvd graffiati ed illeggibili? Ecco il modo per eliminare, graffi. Il Video.


A quanti non è capitato di dover gettare un CD o un DVD dopo essersi rovinato con il tempo? Troppo spesso, infatti, essi si rovinano irrimediabilmente con graffi e polvere.. Ma per  danni più superficiali non tutto è perduto…Il più delle volte essi si rovinano a causa della poca cura con il quale vengono presi o riposti nelle custodie…

MA NON TUTTO E’ PERDUTO... Sapevate infatti, che è possibile recuperare il vostro cd o dvd graffiato? Ebbe si. Ovviamente non stiamo parlando di dischi in cui i graffi hanno l’ aspetto di quali solchi irrimediabili… Bensì di quei graffi superficiali, i quali in ogni caso, non vi permettono di vedere o sentirne il contenuto. E credetemi, è una bella seccatura!
Nel video che vi abbiamo caricato nell’artico potrete vedere con i vostri occhi come agire e cosa occorre per ridare una “nuova vita” al vostro cd! Questo vi permetterà di poterlo continuare ad usare…Ma mi raccomando…Attenzione e cautela!!!!



Petrolio low-cost, le cause, gli effetti e perchè non potrà durare.



Il petrolio non è una commodity particolare, èla numero uno perché il mondo in cui viviamo è scaturito dal suo sfruttamento; una società ed un'economia si sviluppano sopra ad una piattaforma energetica e il capitalismo moderno poggia sul petrolio.
Uno degli eventi più rilevanti del 2014 è stata la caduta del suo valore avvenuta nel secondo semestre. Più che il termine 'caduta' andrebbe utilizzato quello di 'crollo', poiché dal valore di 116,7 dollari al barile di giugno 2014 si è passati a 58 dollari l’ultimo giorno dell’anno  Nei primi giorni del 2015 la discesa non si è arrestata sfondando la soglia dei 50 dollari (oggi il greggio WTI è appena sopra ai 44 $/b, ndr).
Perché questo crollo? All’inizio tutti avevano dato la colpa all’Arabia Saudita, responsabile (a fine ottobre), di un abbassamento dei listini di vendita in Nordamerica, ma non di quelli asiatici, con lo scopo di colpire i produttori statunitensi; quanto meno questa era la tesi dell’accusa. Perché gli USA? Perché negli ultimi anni negli Stati Uniti si è verificata una vera e propria rivoluzione in campo energetico con un boom nelle tecniche estrattive non convenzionali (alternative al classico giacimento a pozzo) sia per estrarre petrolio che gas (ossia shale gas e shale oil).
È  stato nel corso del 2013 che è apparso evidente un cambiamento strutturale nel mercato petrolifero: a giugno gli Stati Uniti avevano esportato 7,3 milioni di barili al giorno, ben 1,2 milioni in più rispetto allo stesso mese del 2012, un incremento equivalente all’intera offerta di un paese come l’Algeria, superiore a quello di Equador e Qatar. Non si capisce bene per quale motivo, ma gli esperti del settore si attendevano una reazione dell’OPEC che non si è manifestata. Riyad, alla relativa conferenza di fine novembre, aveva fatto approvare la linea di fermezza: nessun taglio produttivo per sostenere il prezzo del greggio. Nelle settimane successive altri scrissero che il gioco in realtà era combinato e che il vero obiettivo del ribasso era la Russia di Putinche certamente ha subito e sta subendo un danno economico pesantissimo, come testimonia la caduta del rublo e l’aumento dei tassi di interesse sui titoli di stato.
Ma allora qual è il vero motivo del crollo? Il prezzo del petrolio è influenzato da molti fattori, ma alla base permane l’interazione fra domanda e offerta e i dati mettono in chiaro una cosa: l’offerta è cresciuta più della domanda e oltretutto la domanda appare debole per una situazione economica che non dà indicazioni di un ritorno a stagioni di crescita come nel passato. Le stime sono negative e nel 2015 gli economisti scommettono solo sulla crescita dell’economia americana, l’Eurozona è ferma, il Giappone pure e la Cina sembra un treno sempre più in fase di decelerazione (queste anche le previsioni del famoso economista Roubini).
Nel 2014 la domanda petrolifera è aumentata di un esiguo 0,7%, toccando 91,15 milioni di barili al giorno (fonte OPEC). Sempre di un aumento si tratta, certo, ma del più basso da 5 anni a questa parte e gli ultimi cinque anni non sono stati di vacche grasse! Per i paesi OCSE la parola da usare è diminuzione perché la domanda è calata dello 0,9%. I prezzi bassi per i prodotti energetici sono un fatto positivo, ma non se lo sono per effetto di una crisi economica e questo spiega perché il crollo del petrolio non ha dato entusiasmo alle Borse, anzi le ha depresse.
L’offerta è invece aumentata del 2%, un valore maggiore dell’aumento medio degli ultimi cinque anni ed è salito a 93,2 milioni di b/g. Sintetizzando con le parole di Leonardo Maugeri, grande esperto del settore, “la capacità produttiva mondiale di petrolio è cresciuta troppo, mentre la domanda ha continuato a crescere troppo poco” [Espresso, 15 novembre 2014].
Chi ha aumentato la produzione? Gli storici paesi OPEC? Per niente. La loro produzione è rimasta ferma. L’83% dell’aumento produttivo globale è da imputare ad un solo paese: gli Stati Uniti. L’OPEC nel 2014 ha difeso la propria quota di mercato. L’Arabia Saudita sta banalmente affidando al libero mercato la fissazione del prezzo, come dire: c’è troppo petrolio? Che scenda il prezzo, così aumenteranno i consumi e ad uscire fuori mercato saranno i produttori più costosi! In perfetta coerenza con le leggi dell’economia di mercato che abbiamo esportato nel mondo. E gli USA negli ultimi tre anni hanno aumentato la produzione di 3,6 milioni di barili/giorno, riducendo drasticamente le importazioni, facendo cioè sparire l’equivalente di 100 superpetroliere al mese.
Chi sta soffrendo? Praticamente tutti i produttori che vedono tagliati i loro ricavi e si ritrovano a vendere sottocosto. Il prezzo del petrolio di un Paese non dipende banalmente dal costo di estrazione. Per la maggior parte dei “petro-Paesi” questa commodity costituisce la fonte primaria di entrate e su tali stime vengono scritti i bilanci statali.
Se parliamo di costi di estrazione in Medio Oriente siamo sotto i 40 $ con pozzi di molto al di sotto di questo valore; altrove i costi aumentano e sotto i 50 dollari per la quasi totalità si tratta di sottocosto o al limite di costo senza margini nel caso dei giacimenti migliori. Fuori costo lo shale americano, per il quale si stimano 65 dollari al barile, e ancor più quello canadese estratto da sabbie bituminose.
Passando ai bilanci statali la musica cambia e nessun paese si salva, neppure il Qatar e l’Arabia Saudita, che si prevede possa accumulare un deficit nel 2015 di 50 miliardi di $, ma le riserve del paese sono talmente ingenti da poter garantire due o tre anni di inerzia. Riyad ha fatto bene i propri calcoli comprendendo di essere il paese in grado di resistere più a lungo al ribasso. I più colpitisono Iran (guarda caso storico nemico dell’Arabia), Venezuela, Algeria, Nigeria, Equador, Russia e Iraq.
Chi sta sorridendo? Gli automobilisti, perché risparmiano denaro e quello che sta accadendo equivale ad una grande manovra di stimolo che oltretutto colpisce a tappeto, favorendo anche le classi sociali più basse, quelle che un aumento di stipendio se lo sognano e che sono sempre sfavorite nelle politiche fiscali. Anche in Italia sta accadendo, nonostante sui carburanti sia applicato un carico fiscale enorme che spiega perché un calo della materia prima del 50% non potrà mai tradursi in analogo sconto sul costo finale: la materia prima nel 2013 valeva solo il 32% del prezzo finale del carburante.
Gli economisti valutano un aumento del Pil dello 0,6% per il nostro Paese per effetto del calo-petrolio e la bolletta energetica nazionale, già scesa globalmente di 11 miliardi di euro nel 2014 [stime Unione Petrolifera], si prevede calerà di altri 6-7 miliardi nell’anno corrente.
Tornando a guardare oltreconfine, quasi unanime è la convinzione che siano sempre gli USA a vincere ma non è così scontato,poiché se da un lato carburanti a buon mercato (e in America lo sono più che altrove per le basse tassazioni) sono indubbiamente un forte stimolo all’aumento dei consumi interni e alla produzione industriale, d’altro canto è forte l’impatto negativo sulla nuova industria petrolifera e sono alti i rischi finanziari per la grande mole di investimenti nelle imprese dello shale oil che potrebbero andare in bancarotta.
Quanto durerà il calo? Ci sarà in seguito un rimbalzo o il prezzo si stabilizzerà su un nuovo valore? A tutti piacerebbe saperlo! Per fermare la caduta occorrerebbe un aumento della domanda superiore all’esiguo valore previsto dall’Agenzia Internazionale (+0,9 milioni di barili al giorno). Oppure un drastico calo di offerta. Entrambe le soluzioni non hanno chance di materializzarsi in tempi rapidi, ma lasciato a se stesso il mercato sta colpendo il petrolio più costoso da estrarre (e peggiore anche in termini di impatto ambientale). Col perdurare di questi prezzi le estrazioni di shale oil in Nordamerica non potranno che diminuire, ma non accadrà a breve per la natura stessa di questo settore.
Quello che appare probabile è che più proseguirà la discesa, minore sarà il periodo low-cost perché nel caso di crollo sotto i 40 dollari, i tagli agli investimenti saranno rilevanti e il ridimensionamento della capacità produttiva più rapido.
Nel frattempo però sarà tempesta con molteplici effetti. Ne risentiranno i negoziati sul clima? Si sa che prezzi bassi per le fonti fossili spingono al consumo e non al risparmio (in Italia i consumi di carburante nel mese di dicembre 2014 sono aumentati del 4,2% rispetto allo stesso mese del 2013). Ci sarà instabilità nei Paesi più colpiti dal calo petrolio? Certamente per Russia, Venezuela, Algeria e altri ci sono molti rischi.
Effetti sulle rinnovabili? Qui meno di quanto si possa immaginare, perché le fonti rinnovabili sono ad uno stadio di sviluppo avanzato: dal 2007 ad oggi l’evoluzione è stata rapida e dopo la stasi del biennio recente si prevede un nuovo slancio e inoltre solo il gas interessa la generazione elettrica, settore dove maggiore è la loro penetrazione. 
Qual è dunque la morale? Nessuno è oggi in grado di influenzare il prezzo del petrolio, né l’Arabia, né gli Stati Uniti poiché l’industria petrolifera a stelle e strisce non è un’industria di Stato. Lo sconquasso in atto ci dice che il mondo cambia più rapidamente di quanto gli esperti sappiano immaginare e non è sufficiente studiare il passato per prevedere il futuro. La fame di energia dell’Asia non è infinita e il loro sviluppo non sarà la fotocopia del nostro perché rinnovabili ed efficienza sono ad uno step evolutivo ben diverso rispetto a quelli dei nostri tempi di sviluppo. Petrolio e gas di scisto non hanno inaugurato una nuova stagione dell’abbondanza, ma hanno solo reso accessibili risorse conosciute grazie al prezzo elevato del greggio e solo a tale prezzo avranno ancora chance.
Il legame sempre più stretto fra le economie del mondo fa sì che non esistano più solo effetti positivi per qualcuno e negativi per un altro (eccetto che per quei Paesi che nel gioco non sono ancora integrati). Nessun Paese può considerarsi esente da danni e deve farsi strada la consapevolezza, fra chi governa, che essere sullo stesso pianeta e alimentarsi delle stesse risorse impone una politica globale di collaborazione se si ha come obiettivo la sicurezza, la difesa del clima e una vita decente per tutti.
La nuova bonanza dell’oro nero non durerà molto, un anno sì, difficilmente andrà oltre il 2015, il riequilibrio di domanda e offerta riporteranno i prezzo sui valori corrispondenti ai costi produttivi e, guardando oltre l’orizzonte, tali costi non potranno che aumentare per il semplice fatto che serve energia per estrarre petrolio, ne servirà sempre di più, e l’energia costa! La strada più virtuosa che possiamo perseguire è quella di continuare a ridurre la quantità di petrolio che ci serve, per liberarci dai vincoli politici con i paesi produttori, per ridurre l’inquinamento e per proteggere il clima.
Come ha ricordato uno studio recente pubblicato sulla rivista Nature [vedi anche nota sotto]: se vogliamo preservare il clima, e con esso la produzione agricola e quindi la nostra stessa sopravvivenza, dovremo lasciare sotto terra, sotto il ghiaccio e sotto gli oceani una bella fetta di fossili per non rilasciare in atmosfera in pochi anni quello che madre natura ha concentrato nei fossili nel corso dei secoli. E dovremo abbandonare lo sfruttamento dei giacimenti più “sporchi”, come le sabbie bituminose in Canada e il petrolio (e il gas) di scisto.
Se l’Occidente vuole difendere la libertà deve riempirla di contenuti e fra questi ci deve essere il rispetto per l’aria, l’acqua e la terra, premessa indispensabile per offrire concretamente una vita dignitosa agli esseri umani; la libertà di distruggere in nome del diritto alla ricchezza, non è libertà ma violenza.