martedì 17 marzo 2015

Rifiuti, M5S: contro il caro tariffa, autogestione comunale

Dare la possibilità ai comuni di autogestire i servizi pubblici relativi ai rifiuti, partendo dal presupposto che più la gestione è virtuosa meno si spende...


Dare la possibilità ai comuni di autogestire i servizi pubblici relativi ai rifiuti, partendo dal presupposto che più la gestione è virtuosa meno si spende. Oltre, ovviamente, ai vantaggi ambientali. È questa la richiesta delM5S in un'interrogazione a risposta scritta (a prima firma Alberto Zolezzi, della Commissione Ambiente) presentata alla presidenza del Consiglio dei ministri e alMinistero dell'Ambiente.
Nel testo (4/08095) si spiega che: "La gestione mista con la raccolta effettuata con mezzi del comune e l'affidamento, tramite gare, per le successive operazioni connesse al trasporto e allo smaltimento senza contravvenire alla legge, l'utilizzo di personale residente nei comuni interessati, maggiormente a conoscenza delle criticità territoriali e maggiormente affezionato al territorio, sembrano rappresentare l'alternativa logica per rallentare il disastro ambientale prodotto da discariche, incenerimento e speculazioni”.
E a confortare la tesi ci sono i numeri: nel rapporto sulla gestione dei rifiuti solidi urbani dell'Ispra emerge che già nel 2011 il costo pro-capite della gestione dei rifiuti in una realtà urbana fra i 50 mila e i 150 mila abitanti era di 220 euro se la raccolta differenziata (RD) stava sotto al 40% e di 143 euro se la RD era sopra al 60%, grazie alle minori necessità di discariche e al maggior recupero di materia”, scrive il M5S, nello spiegare che il costo pro-capite negli ultimi anni sta dipendendo sempre di più da aspetti opinabili, quali il recupero energetico a basso indice di ritorno e la presenza di società partecipate e/o multiutility nella gestione del servizio. “Molto spesso le società partecipate sono complici del sistema delle gare al ribasso, dove la vittoria di una società è legata a dati fantasiosi, che verranno ribaltati dopo pochi anni di servizio, con la scusa di non aver valutato con attenzione il territorio o l'esistenza di frazioni nei comuni, come è emerso dall'audizione della commissione ecomafie in provincia di Imperia. Il sistema delle partecipate appare sempre più quello di poltrone appetibili più che di un sistema organico e funzionale, dove i vari trombati elettorali siedono incrementando l'esborso e riducendo la qualità dei servizi erogati ai comuni mortali”, ha dichiarato il deputato M5SZolezzi, che fa parte anche della Commissione d'Inchiesta sul ciclo dei rifiuti.
Un esempio virtuoso da citare è quello del piccolo comune di Rodigo (MN), 5421 abitanti: infatti il sindaco Gianni Chizzoni ha adottato da alcuni anni una diversa strategia di gestione dei RSU ed è stato in grado di abbattere i costi e di conseguenza le tariffe per i cittadini, seppur al prezzo di una estenuante querelle legale con la provincia di Mantova e con la partecipata di turno, TEA (con il suo ramo ambientale, Mantova Ambiente). In sostanza la cifra pro-capite per la gestione dei RSU è scesa da 95 euro a 73 euro, grazie alla gestione in autonomia da TEA. Rapportando la cifra al bacino di utenza di TEA si arriva potenzialmente a 8 milioni di euro all'anno di costi aggiuntivi”, continua il comunicato. Di conseguenzal'Interrogazione auspica l'opportunità di considerare "interventi anche di carattere normativo per favorire la possibilità da parte dei comuni di autogestire i servizi pubblici locali connessi alla gestione dei rifiuti solidi urbani, o assimilati, stante il dimostrato risparmio derivato da tali modalità di gestione". Inoltre, nell'interrogazione si chiede anche l'istituzione di una tavolo tecnico che porti alla definizione dei reali costi di gestione dei rifiuti e a definire gli ambiti territoriali davvero ottimali per la gestione dei rifiuti, evitando l'infiltrazione della criminalità organizzata nella filiera.

domenica 15 marzo 2015

Venezuela: il Paese dove la benzina costa 1 centesimo al litro

In Venezuela costa più l'acqua della benzina. Il motivo? Il Venezuela è uno dei paesi con le più grandi riserve di petrolio al mondo. 



In Venezuela il carburante costa meno dell'acqua in bottiglia e «riempire il serbatoio dell'auto è più economico che gonfiare d'aria uno pneumatico». Così hanno dichiarato con un po' d'enfasi al Wall Street Journal due automobilisti di Caracas, ma effettivamente il Venezuela è il paese con il prezzo del carburante più basso del mondo.

Il prezzo basso della benzina dipende dal fatto che il Venezuela è uno dei paesi con le più grandi riserve di petrolio al mondo, ed è anche uno dei maggiori produttori. Inoltre, grazie a una serie di sussidi governativi, sono stati fissati dei prezzi "politici" per il carburante, rimasti congelati per quasi 15 anni

Attualmente, il prezzo alla pompa della benzina super è di circa 5 centesimi di dollaro per un gallone, l'equivalente di circa un centesimo di euro al litro.

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Ammettiamolo…In tempi di crisi fa sempre comodo trovare un modo per risparmiare!!

Sia quando si va a fare spesa, sia quando compriamo qualcosa da indossare…Ma soprattutto quando utilizziamo la nostra automobile!


Infatti, secondo alcune statistiche riportati su quotidiani comuni, essa è proprio la “colpevole” delle maggiori spese degli Italiani, che spesso cono costretti a fare i conti con il caro Benzina, con il bollo Auto sempre più salato e con le classiche spese di manutenzione…
Ma quanti di voi sono a conoscenza di Grisù ??Sicuramente pochi!
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Al via a Roma e Milano percorsi ciclopedonali paralleli alle linee ferroviarie


Un nuovo volto alla mobilità pubblica di Roma e Milano con la creazione di percorsi ciclopedonali protetti, paralleli alle linee ferroviarie. È il progetto...


Un nuovo volto alla mobilità pubblica diRoma e Milano con la creazione di percorsi ciclopedonali protetti, paralleli alle linee ferroviarie. È il progetto che Rete Ferroviaria Italiana sta avviando per l'integrazione di 'treno e bici', verso una mobilità pubblica che vuole guardare al futuro in ottica 'Smart City'.
I precorsi, dotati di aree dedicate al transito e alla sosta delle biciclette, saranno implementati nei nodi urbani di Roma e Milano. Le bicistrade urbane saranno costruite sfruttando il sedime accanto ai binari: “lo spazio è adeguato e le basse pendenze, comprese tra l'1 e il 3%, consentono di realizzare piste ciclabili facilmente percorribili da tutti. Questi interventi fanno parte di una strategia più ampia per l'integrazione di treno e bici, con le stazioni ferroviarie come hub della mobilità urbana”, ha spiegato Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana.
Nell'area urbana di Roma, in particolare, sono stati pianificati complessivamente circa 20 Km di piste ciclabili. “Sono stati individuati percorsi, adiacenti alle linee ferroviarie e nelle aree in prossimità delle stazioni, da poterriconvertire in strade per ciclisti: le nuove piste ciclabili collegheranno Roma Tiburtina a San Lorenzo, Torricola all'Appia Antica, Parco Monte Ciocci a Roma San Pietro (FL3) e Serenissima a La Rustica (FL2)”, spiega Rete Ferroviaria Italiana, che ha già realizzato dei parcheggi con rastrelliere per biciclette in alcune stazioni: Roma Nomentana, Nuovo Salario, Prenestina, La Rustica Città, La Rustica Uir, Bagni di Tivoli e Tivoli.
Anche nell'area urbana di Milano sono stati individuati potenziali percorsi da riconvertire in piste ciclabili, tra cui Milano Rogoredo-Poasco, Milano Rogoredo-bivio Porta Romana, bivio Porta Romana-cavalcavia Buccari, Milano San Cristoforo-Porta Genova, cavalcavia Via Breda-Via Marche, Milano Greco Pirelli-cavalcavia Sesto San Giovanni.
Il progetto avrà ricadute economiche rilevanti, ma anche per la vivibilità delle città che potranno vantare una qualità di vita superiore. Un affare che toccherà anche il mercato immobiliare, soprattutto per quanto riguarda la capitale, aumentando il valore degli immobili siti in aree scollegate dai punti nevralgici della città. Senza considerare i benefici sul turismo, soprattutto in relazione alla diffusione sempre maggiore del cicloturismo. “Si è stimato per la città di Roma un potenziale di oltre 3.200 nuovi posti di lavoro se solo si raggiungesse il 25% di spostamenti in bicicletta”, ha spiegatoBeatrice Galli, presidente Fiab Roma Ruotalibera.

martedì 10 marzo 2015

Energia verde dall'urina con microbi e celle a combustibile MFC.


Un vespasiano che produce energia rinnovabile dall'urina. È stato denominato 'Pee Power' il prototipo lanciato dalla University of West England di...

 Un vespasiano che produce energia rinnovabile dall'urina. È stato denominato'Pee Power' il prototipo lanciato dalla University of West England di Bristol, che è stato installato vicino al bar del campus.
La tecnologia si avvale di un sistema bio-elettrochimico che genera corrente simulando le interazioni batteriche che avvengono in natura. Il sistema impiega microbi che si cibano di urina eriproducendosi rilasciano energia biochimica, che viene immagazzinata dalle celle a combustibile MFC (Microbial fuel cell), brevettate dai ricercatori dell'università di Bristol, capaci di raccogliere una parte di questa energia e convertirla in elettricità. “Un procedimento completamente sostenibile”, ha commentato Ioannis Ieropoulos, direttore delBristol BioEnergy Centre.
Economico, sostenibile e di pratico utilizzo. “Un impianto costerebbe non più di 600 sterline”, ha dichiarato Ieropoulos. L'idea è quella di utilizzare la tecnologia nei campi profughi o in aree colpite da disastri.

Mini eolico: la Tour Eiffel ringrazia il vento

Trecentoventiquattro metri di altezza, 1665 scalini, circa sette milioni di visitatori ogni anno e ora un doppio impianto mini eolico: la Tour Eiffel è considerata il simbolo architettonico più famoso della Francia e di Parigi .


Dal 2006 la manutenzione della Torre è stata  affidata alla“Société d’Exploitation de la Tour Eiffel” (SETE) che nell’ambito dei lavori di rinnovamento, con il mini eolico, ha trovato la soluzione interessante dal punto di vista energetico.


Mini eolico
Per ridurre i consumi della torre parigina, oltre al micro eolico sono stati installati pannelli solari termici per l’acqua calda e la vecchia illuminazione sostituita con quella a led.
Con la collaborazione di una società americana, è stato possibile installare due turbine eoliche ad asse verticale sopra il secondo piano della famosa Torre di ferro, ad oltre 120 metri di altezza, in grado di produrre energia ellettrica a sufficienza per l’autoconsumo delle attività commerciali all’interno di questa grande icona architettonica.
Mini eolico Tour Eiffel
La Tour Eiffel viene visitata ogni anno da ben sette milioni di turisti, che potranno quindi vedere, con i loro occhi, i vantaggi dell’energia rinnovabile del mini eolico.

Questo doppio impianto mini eolico, è integrato benissimo grazie anche alla particolare verniciatura che “mimetizza” per così dire le due turbine alla struttura stessa, senza disturbare i visitatori perchè sono silenziosissime e riusciranno a produrre circa 10MWh di energia elettrica all’anno incentivata dalla notevole altezza in cui sono stati installati questi due impianti mini eolici, permettendo in questo modo prestazioni più che ottimali.
Per risparmiare ulteriormente sui consumi elettrici della Tour Eiffel, la scelta del mini eolico è stata affiancata da un’illuminazione a led per il 95%, da 10 metri quadri di pannelli solari termici per scaldare l’acqua sanitaria e da un modernissimo sistema di recupero delle acque piovane utilizzate per i servizi igienici.




E’ stata assolutamente una sfida tecnica quella del mini eolico, all’altezza di un simbolo così importante per la città di Parigi, come la Tour Eiffel, che nel contempo è diventata un ottimo biglietto da visita per le Rinnovabili dando la possibilità a tutti di vederne i vantaggi con i propri occhi.

lunedì 9 marzo 2015

BASTA EURO? IN SARDEGNA E’ REALTA’! ECCO COSA UTILIZZANO 2500 IMPRESE COMMERCIALI AL POSTO DELLA MONETA DELLA MASSONERIA




In momenti di crisi arrivano le idee migliori. InSardegna sarà successo così, perché circa 2500 imprenditori non utilizzano più l’euro ma il Sardex. Si tratta di un progetto  molto ambizioso che mira a ridefinire le relazioni tra i vari soggetti economici. “Siamo una fucina sempre attiva, un laboratorio in cui immaginare insieme l’isola di domani, un nuovo modello di cooperazione appositamente pensato per le comunità locali. Il nostro compito è quello di mettere in moto l’economia con una moneta complementare proprio nel momento in cui la crisi blocca le attività imprenditoriali” racconta Carlo Mancosu, il trentaquattrenne diCagliariche nel 2009 ha ideato Sardex. Nel giro di soli quattro anni Sardex ha portato le imprese che fanno parte del circuito ad incrementare il loro fatturato del 15 – 20%.
Cos’è Sardex – E’ una moneta complementare e supplementare, capace di affiancarsi a quella tradizionale. Le aziende dell’isola, attraverso l’utilizzo di una unità di conto digitale, hanno la possibilità di sostenersi a vicenda, finanziandosi reciprocamente. Mancosu ha detto al quotidiano il Giornale:  “Il nostro progetto, partito in silenzio adesso è stato sposato anche da altre regioni. Diversi imprenditori ci hanno contattato per far parte del nostro circuito in tutta Italia, da nord a sud. Ad esempio negli ultimi dodici mesi il circuito è partito in altre regioni. Il Sardex è già stato esportato in Veneto (Venex), Piemonte (Piemex), Emilia Romagna (Liberex), Marche (Marchex), Lazio (Tibex), nella zona del Sannio (Samex) e in Sicilia (Sicanex)”.


A macchia d’olio – L’idea di evitare i pagamenti in euro e sostituirli con il Sardex ha avuto un successo immenso tanto che gli imprenditori hanno deciso di pagare i propri dipendenti in Sardex. “Più di milleduecento dipendenti delle aziende nel circuito hanno chiesto di essere pagati in Sardex. Questo facilita di gran lunga le procedure per i pagamenti soprattutto per le aziende in crisi. C’è chi addirittura ha chiesto un anticipo del Tfr in Sardex. Ad esempio con 10000 Sardex si può avviare una ristrutturazione a casa. Il dipendente chiede un anticipo all’azienda e poi si impegna a restituire il credito a tasso zero nei mesi successivi. Pensate come sarebbe difficile fare tutto ciò con l’Euro e soprattutto con le banche che chiudono i rubinetti”. L’obbiettivo del 2015 è di arrivare a 3250 imprese. Ma non solo, c’è anche l’obbiettivo di passare dai trenta milioni di transazioni del 2014 a sessanta per il 2015.

Lo sapevi che la meditazione apporta numerosi benefici al cervello?Lo dice la scienza.

domenica 8 marzo 2015

Parlano di disastri naturali casuali,ma in realtà sono alluvioni da geoingegneria clandestina


La grande rete Echelon: il controllo globale delle masse.

Chi s'interessa di complottismo globale si chiederà: ma c'è altro da dire sul tema??Forse si. Purtroppo ..Sono d'accordo, a grandi linee, con il contenuto dell'articolo che segue ..Catherine


"L'apatia e la tolleranza sono le ultime virtù di una società morente".
Aristotele

Vincent Pisano

Come disse il grande Tortora: “Dove eravamo rimasti?”
Chi non si è mai posto almeno 5 delle seguenti domande:


1. Perché Facebook e tutti gli altri Social Networks sono gratuiti?
2. Perché WhatsApp costa meno di un dollaro l’anno?
3. Perché Zuckerberg ha comprato WhatsApp a 19 miliardi di dollari?
4. Perché l’ADSL è economicamente alla portata di tutti?
5. Perché il costo globale della telefonia mobile è calato sensibilmente?
6. Perché apps e software sono in continuo aggiornamento?
7. Perché il famoso “Muletto” non è più perseguitato come un tempo?
8. Perché i nostri 2 Giga mensili ostentati dalle offerte internet wireless si esauriscono presto?
9. Perché riempiamo il nostro portafoglio di tessere sconti e carte fedeltà?
10. Perché cresce la gratuità di Carte di Credito, Bancomat e Carte Servizi varie?
11. Perché i nostri PC diventano sempre più lenti e affaticati, malgrado potenza e prestazioni sempre crescenti? ...
12. Perché i virus informatici non sono più distruttivi come quelli ante terzo millennio?
13. Perché ci sono molti antivirus gratuiti e sempre più sofisticati?
14. Perché il web è zeppo di servizi gratuiti?
15. Perché la connessione a Internet assorbe tanti Giga anche se non stiamo operando al PC?
16. Qual è la contropartita di apps e software gratuiti che installiamo da Internet?
17. Perché un PC o un telefonino o uno smartphone di ultimo grido diventano presto obsoleti?
18. Perché gli evasori del Canone RAI sono aumentati, ma la RAI non li insegue quasi più?
19. Perché stanno scomparendo del tutto i negozi alimentari e ortofrutta?
20. Perché importiamo prodotti che nel nostro Paese vengono letteralmente buttati via?
21. Perché molte banche ci incoraggiano ad aprire conti a condizioni favorevolissime?
22. Perché importiamo prodotti che nel nostro territorio buttiamo via?
23. Perché non decollano le energie alternative?
24. Perché nei Paesi più ricchi c’è più povertà?
25. Perché molti Paesi continuano a indebitarsi, ma vengono tuttavia rifinanziati?
26. Perché la crisi di un colosso bancario americano ha innescato una crisi monetaria mondiale?


E interroghiamoci anche su questi “Bisogni imprescindibili”:

1. Possiamo fare a meno di un conto corrente?
2. Possiamo fare a meno del Bancomat?
3. Possiamo fare a meno dell’automobile?
4. Possiamo fare a meno dell’ADSL, o comunque di Internet?
5. Possiamo fare a meno della TV?
6. Possiamo fare a meno di un cellulare?



Fermiamoci qui. Ci sarebbero ancora decine di domande, ma, in una parola, vorremmo rispondere alla domanda ‘Cui Prodest’, e cioè, a chi giova? Così avevo concluso il precedente articolo“Dall’Illuminismo agli Illuminati: ecco come lavorano per esercitare il controllo delle masse”. Naturalmente tale domanda ha lasciato in sospeso alcuni fedeli e nuovi lettori del GBN, molti dei quali, i più affezionati, continuano a chiedermi di continuare quest’analisi e approfondire il tema.

E’ un’analisi puramente giornalistica che si attiene a fatti, opinioni e circostanze, poi, come disse Manzoni. “Ai posteri l’ardua sentenza”. 

“Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia; il resto è propaganda. Il suo compito è additare ciò che è nascosto, dare testimonianza e, pertanto, essere molesto” (Horacio Verbitsky, Un mundo sin periodistas, 1997).
Vedremo dunque come determinate cose, che prima non vedevamo, verranno alla luce, “illuminate” da una possibile verità solare e obiettiva, senza dietrologia indotta. 

Poco tempo fa, uscito dal lavoro, in corsa verso la fermata del treno, ha ceduto la suola di gomma para della mia scarpa destra all’incedere veloce e marcato della mia andatura stile milanese. I disagi susseguenti, durante la percorrenza del chilometro lanciato verso la stazione ferroviaria di Porta Garibaldi si possono immaginare: pozzanghere laghiformi inzuppanti la pianta di quel piede sempre meno protetto. 


Durante il viaggio di ritorno in treno telefono alla mia compagna, piede destro gocciolante e dolorante per il chilometro zoppicante in tacco-punta … punta, e le racconto questa piccola disavventura in tutta la dinamica. La sera a casa poi, come di consueto, mi sono connesso a Internet e ho scaricato la posta. Ebbene, con mia grande sorpresa, trovo su due dei miei quattro accounts un bel po’ di messaggi pubblicitari inerenti … Scarpe! ma com’è possibile? Mi hanno pedinato nel mio zoppicare anti-pozzanghere? Telecamere connesse a Internet? Qualcuno mi ha iscritto a Zalando a mia insaputa? L’ennesima coincidenza? 
Niente di tutto ciò. Non ho WhatsApp, il mio smartphone non è sotto controllo (almeno spero!), la connessione dati è sempre disattiva (tranne quando mi serve, ovviamente) e … ho cambiato numero telefonico e scheda da non molto: si chiama phone-sniffin, realizzato sulla scia di un sistema di spionaggio telefonico denominato Echelon, ovvero il Grande Fratello Elettronico Globale:opportuni filtri software individuano parole chiave ripetute nel corso della telefonata, incrociano il numero telefonico con i dati dell’utente (presenti in un migliaio di banche dati in tutto il mondo) senza dover ascoltare la telefonata, quindi senza violare alcuna privacy: questi demoni software individuano dunque l’email (o le emails) e tutte le sue iscrizioni a servizi web (e non) annesse al soggetto parlante, inviano tali dati opportunamente “pacchettizzati” ad aziende compatibili con le parole chiave individuate, poi quest’ultime provvedono a veicolare offerte più o meno accattivanti gli indirizzi di email così individuati. 
Ma andiamo per ordine e, senza entrare in spiegazioni tecno-fantascientifiche, facciamo un paio di riflessioni sui vari fronti tecnologici. 


 Fronte telefonia

Anche se nessuno dei cinque paesi coinvolti ha mai ammesso ufficialmente l’esistenza di questo accordo, Echelon, spiega Nicky Hager, ricercatore neozelandese, intervistato a Radio Anch’io (RAI) nel 1999, “è il prodotto di decenni di intensa attività spionistica in funzione antisovietica”.

Con una differenza. Scrive il rapporto Stoa: “Diversamente dalla maggior parte dei sistemi di spionaggio elettronico sviluppati durante la guerra fredda, Echelon è progettato principalmente per obiettivi non militari: governi, organizzazioni, aziende , gruppi e individui, praticamente in ogni parte del mondo”. 


 

Insomma, basta che nel corso di una telefonata o di uno scambio di e-mail siano menzionate parole come “terrorismo”, “droga”, (oppure “roba”, povero Tortora!), “guerriglia” o nomi come “Castro”, “Saddam Hussein”, “Gheddafi”, o meglio termini in codice già decriptato, perché l’intera comunicazione sia identificata dai dizionari, selezionata dagli analisti impiegati nelle basi di intercettazione e spedita via satellite al quartier generale della Nsa a Fort Meade, in Maryland, dove spetta ai tecnici americani decodificarla e analizzarla. Alla fine, i dati raccolti vengono archiviati sotto forma di “rapporti”, traduzioni dirette dei messaggi intercettati, “gists”, compendi telegrafici in cui è riportato il nocciolo della comunicazione, e “sommari”, compilazioni riassuntive di diversi rapporti e gists.

1) Echelon intercetta ogni tipo di comunicazioni nelle stazioni dislocate nei 5 paesi coinvolti: telefonate, fax, e-mail.

2) Le agenzie di intelligence utilizzano una lista di parole chiave, tra cui nomi di persone, di paesi, di organizzazioni.

3) I computer delle singole basi di intercettazione, conosciuti col nome di “dizionari”, contengono le parole chiave e le utilizzano per selezionare i messaggi interessanti.

4) Gli analisti a Washington, Ottawa, Cheltenam, Canberra e Wellington selezionano una categoria e controllano quanti messaggi ha registrato Echelon usando una determinata parola chiave.

5) Dopo scavano nella mole dei messaggi intercettati finché trovano qualcosa che richiede maggiore approfondimento e lo inoltrano ai superiori.

“Spiano anche le telefonate alla nonna”, continua Nicky Hager durante la sua crociata, nel suo intervento nella trasmissione di Rai Radio 2, Il cuore e tesoro di Echelon, però, è rappresentato dai “dizionari”, i computer in cui ogni giorno finiscono i milioni di messaggi intercettati: collegati in rete, permettono alle diverse stazioni di ascolto di funzionare come un tutto integrato. “Ogni mattina – descrive Hager – gli analisti, con tutto il loro speciale indottrinamento, aprono i loro computer ed entrano nel sistema dei dizionari. 



 Dopo aver effettuato la routine di password e di controlli, finiscono nella cartella con la lista dei differenti tipi di intercettazioni, ognuno con il suo codice a quattro numeri. Per esempio, 1991 sta per comunicato diplomatico giapponese, 3848 sta per comunicazioni politiche da e sulla Nigeria, 8182 riguarda qualsiasi messaggio sulle tecniche di crittografia”. 

La selezione avviene attraverso la lista delle parole-chiave programmate per ogni categoria: nomi di persona, di organizzazioni, di paesi, di argomenti, numeri di telefono, indirizzi di posta elettronica. Criteri tra i più disparati, ma che riflettono, tutti, le preoccupazioni del momento: “Ogni pochi giorni – precisa Hager – i dictionary manager dei cinque paesi cambiano la lista delle parole-chiave, togliendone delle vecchie e inserendone di nuove, a seconda dei temi politici, diplomatici ed economici di interesse per gli Usa e i loro alleati”. Qualche esempio: Bce, Benelux, bomb, Bugs Bunny, Exon Shell, Ira, guerrilla, Sabena; ma anche Ak-47, la sigla del fucile kalashnikov, Stinger, il missile antiaereo, Twa-800, la sigla del boeing esploso nel ’96 sull’Atlantico, e perfino Vine Foster, il nome di un amico di Bill Clinton suicidatosi nel ’93.

Attraverso la sua rete di satelliti-spia, basi di intercettazione terrestri e supercomputer, Echelon intercetta indiscriminatamente, in tutto il mondo, enormi quantità di comunicazioni, veicolate da qualsiasi linea di trasmissione: telefonate, fax, telex, e-mail, che passano attraverso antenne a microonde, cavi sottomarini e satelliti. I dati raccolti vengono poi “letti” in tempo reale dai potenti database dislocati nelle stazioni di ascolto: battezzati “dizionari”, sono in grado di estrapolare dalla miriade di messaggi intercettati, un milione ogni mezz’ora, quelli contenenti le keywords, le parole-chiave precedentemente inserite, decodificarli e inviarli al quartier generale dell’agenzia competente.

Ribaltando tale sistema un po’ “datato” in una veste commerciale più odierna, tenendo conto del progredire della tecnologia nell’utilizzo di questa tipologia di automa veicolato da Internet, le parole chiave diventano “telefonino”, “android”, “automobile”, “affitto”, “casa” (e perché no? “scarpe”!) e migliaia di tante altre e combinazioni intelligenti di queste con altre parole nel contesto della conversazione, ravvisanti una necessità oggettiva d’acquisto dell’ignaro chiacchierone telefonico. Le intercettazioni sono una realtà nota e consolidata, non limitata alle indagini delle magistrature. Come difendersi? Un bell’articolo su “Il Sole 24 ore”, ad esempio spiega come difendersi dalle intercettazioni: N

mercoledì 4 marzo 2015

E’ Ufficiale…Le scie chimiche esistono sono una realtà che ci sta distruggendo…VIDEO

Vuoi scoprire chi visita maggiormente il tuo profilo Facebook?Ecco i trucchi che forse non sai...

Vuoi sapere chi visita maggiormente il tuo profilo facebook?Hai istallato delle app che lo rivelano?Sono tutti fake!Per saperlo bastano 5 semplici trucchi.

Infatti ,allo stato attuale, non esiste alcuna applicazione efficiente per sapere chi visita il tuo profilo Facebook! Dopo il proliferare, qualche tempo fa, di molteplici applicazioni che permettevano di spiare le attività degli amici e di scoprire l’identità dei visitatori dei profili, i gestori di Facebook hanno chiuso le porte e bandito questo tipo di soluzioni annunciando che:
Facebook non fornisce applicazioni o gruppi che permettono agli utenti di visualizzare chi ha visitato i profili o le statistiche sulla frequenza con cui un determinato contenuto è stato visualizzato e da chi“.

Se nel migliore dei casi, infatti, queste app fingono di svolgere il loro lavoro quando invece non hanno alcuna efficacia, spesso vengono usate per veicolare malware o addirittura carpire i dati dell’utente. Pertanto anche se ad una prima occhiata tutto sembra funzionare adeguatamente, non lasciarti ingannare e procedi subito alla rimozione di queste finte utility.
Questo, tradotto in parole povere, significa che ora è vietato creare applicazioni per conoscere l’identità di chi visita un profilo su Facebook. È contro il regolamento del social network e quindi tutte le soluzioni di questo tipo che si trovano in Rete non funzionano, o comunque avrebbero vita così breve che sarebbe pressoché inutile installarle.
L’unica soluzione è sfruttare alcuni semplici trucchi che vedremo in dettaglio.
Come sappiamo Facebook ha evidenti problemi nella tutela della privacy,infatti rivela a terzi le informazioni personali di ogni profilo che possono essere utilizzate per vendere beni e servizi,quindi divulga informazioni ad aziende solo per scopi commerciali.
Grazie allo stesso algoritmo che traccia i comportamenti a fini pubblicitari, è possibile scoprire ,in un paio di click, chi ha visitato di recente il tuo profilo facebook e “smascherare” eventuali stalkers, persone indesiderate o esponenti delle forze dell’ordine.
Ci sono dei per determinare chi ti guarda più, e questi metodi sono tutti probabilistici piuttosto che deterministici: significa che il risultato non può essere assicurato al 100%.
Ecco quali sono i trucchi per scoprire chi visita il tuo profilo facebook:
1) Il primo metodo è quello di aggiornare il vostro profilo e vedere quali amici appaiono di nuovo in alto a destra sul tuo profilo. In genere, queste sono le persone che ti hanno fatto visita nelle ultime 36 ore.
2) Il secondo metodo è quello di invitare ognuno dei vostri amici ad un evento. Quando si guardano le tre categorie di persone- “persone che hanno accettato l’invito”; “persone in attesa di risposta”; “persone che hanno rifiutato l’invito” – è possibile vedere i primi 5 amici che appaiono. Questi sono quelli che, più degli altri, guardano il tuo profilo e le tue foto.
3) Il terzo metodo è quello di digitare la prima lettera di ogni persona, in ordine alfabeto, nella barra di ricerca. Vedrete che il primo nome che appare è l’ultima persona di cui hai visitato il profilo. O, altrimenti, ti spunterà l’ultima persona che ti ha spiato.

martedì 3 marzo 2015

Ancora una ricerca tenuta ben nascosta: la marijuana combatte il tumore al cervello !

Il tumore al cervello è con tutta probabilità uno dei peggiori, con una speranza di sopravvivere a cinque anni dalla diagnosi di appena il 10%. Un aiuto, però, potrebbe arrivare dalla cannabis. Un gruppo di ricercatori dell’università St. George’s di Londra, infatti, ha condotto uno studio testando due principi attivi della marijuana, il tetroidracannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD). Alcuni topi malati di tumore al cervello sono stati curati in tre modi diversi: con i cannabinoidi, con la radioterapia e con una combinazione dei due metodi. Il risultato, pubblicato sulla rivista medica specializzata Molecolar Cancer Therapeutics, è stato piuttosto soddisfacente per l’equipe: nei casi in cui i topi venivano sottoposti alla combinazione di radioterapia e cannabinoidi, infatti, il tumore non è cresciuto o addirittura ha subito una regressione, fino a scomparire. «Questa è una scoperta importantissima, sapevamo già degli effetti benefici della cannabis ma non pensavamo potesse essere così efficace se opportunamente combinata con la radioterapia. Ora stiamo pensando se e come utilizzare una terapia del genere anche per l’uomo», ha spiegato Wai Liu, uno dei ricercatori dell’università londinese, riportato da The Independent.