Ecco tutta la verità sul problema rifiuti nella Capitale.
Come riferisce
Ama, secondo la giunta regionale, non risolve il problema dello smaltimento, a partire dalla discarica e dagli impianti di trattamento (insufficienti dopo che è venuto a mancare il contributo di quello di via Salaria andato a fuoco). Il piano regionale dei rifiuti chiede soluzioni per la parte indifferenziata prodotta da Roma, ma di fatto le linee guida del piano industriale della municipalizza indicano sì 13 impianti, ma l'attenzione è tutta concentrata sulla parte della raccolta differenziata, benché gli obiettivi siano stati ritoccati al ribasso, con l'idea di raggiungere il 55 per cento solo il prossimo anno. Il piano dell'Ama dice espressamente: «Per l'avvio a smaltimento de rifiuto residuo (decrescente) Ama continuerà ad avvalersi di impianti terzi, identificati sulla base di meccanismi di gara pluriennale».
In sintesi: per le quasi 950.000 tonnellate di indifferenziato prodotte all'anno si continuerà a mandare la spazzatura in altre province del Lazio e in altre regioni. Massimiliano Valeriani, assessore regionale ai Rifiuti, ironizza: «Evidentemente quando l'Ama parla di economia circolare intende che devono continuare a circolare i tir. Nel nostro piano daremo indicazioni differenti, puntando sull'autosufficienza dei territori».
Da Ama c'è però chi fa notare che l'accelerazione sulla differenziata nel 2018 ha fatto sì che per 300mila cittadini siano stati raggiunti risultati significativi (s'ipotizza addirittura il 75 per cento di differenziata, ma la media su tutta la città resta sotto il 45). In sintesi: il piano regionale dei rifiuti che arriverà in giunta giovedì (o più correttamente le linee guida, perché per la conclusione dell'iter serviranno altri sei mesi) affronterà, tra l'altro, il problema delle discariche, indicandone la necessità in provincia di Latina e di Frosinone, ma anche a Roma. Sulla base delle aree indicate dalla Città metropolitana, dovrà esserci una localizzazione, ma è evidente che c'è una frattura con la linea della sindaca La Raggi nei giorni scorsi: «Roma non vuole discariche e la Città Metropolitana non vuole discariche, Roma vuole impianti nel territorio»
Al di là delle responsabilità per il piano rifiuti regionale che manca dal 2013, o delle recriminazioni legate al fatto, innegabile, che AMA non ha attualmente altri impianti se non il TMB di Rocca Cencia e il tritovagliatore di Ostia, adesso è il momento di trovare soluzioni. E noi, Roma Capitale e AMA, ce la stiamo mettendo tutta per reperire spazi e capienze e non far subire ai romani le conseguenze di un sistema impiantistico fragile che rischia di andare in crisi per ogni evento (ordinario o straordinario) che inevitabilmente può verificarsi lungo il percorso.
Questo è il momento di lavorare insieme per superare una difficoltà e ripulire la città. Siamo in contatto con le Asl per concordare gli interventi prioritari, in un contesto che, come ribadito dalla Asl RM1 e dal Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, non è emergenziale.
Questo è quello che realmente stiamo facendo: stiamo portando avanti un piano di pulizia straordinario stilato con il nuovo CdA di Ama che ha già portato i primi importanti risultati. E nel frattempo abbiamo lavorato sul nuovo contratto di servizio di Ama. Un documento che, lo ricordiamo, prevede anche sanzioni ai dirigenti qualora il servizio di raccolta e pulizia non venga effettuato a regola d’arte.
Il comune di Roma la sua parte la sta facendo. La regione Lazio?
NODI
Ma la discarica che si sta usando attualmente - Colleferro - entro la fine del 2019 chiuderà. Il piano con i 13 impianti di Ama, con il vetrificatore che dovrebbe anche lavorare l'indifferenziato, per essere applicato ha necessità di molto tempo. Cosa succederà a Roma nei prossimi mesi? Il piano regionale indica la necessità di un impianto di trattamento, visto che non c'è più quello di via Salaria. In questo caso, si potrebbe ricorrere a impianti già esistenti. In parallelo corre il lavoro della cabina di regia, voluta dal ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, che doveva trovare una sintesi tra Roma Capitale e Regione. La data dell'incontro conclusivo con Raggi e Zingaretti non è ancora stata fissata.
Nel Lazio mancano gli impianti questo è il problema e in questi 5 anni non sono stati realizzati nemmeno uno. E i 13 impianti esistenti sono rimasti come sono.La colpa di chi è?Ma la discarica che si sta usando attualmente - Colleferro - entro la fine del 2019 chiuderà. Il piano con i 13 impianti di Ama, con il vetrificatore che dovrebbe anche lavorare l'indifferenziato, per essere applicato ha necessità di molto tempo. Cosa succederà a Roma nei prossimi mesi? Il piano regionale indica la necessità di un impianto di trattamento, visto che non c'è più quello di via Salaria. In questo caso, si potrebbe ricorrere a impianti già esistenti. In parallelo corre il lavoro della cabina di regia, voluta dal ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, che doveva trovare una sintesi tra Roma Capitale e Regione. La data dell'incontro conclusivo con Raggi e Zingaretti non è ancora stata fissata.
Ecco cosa dice la legge in merito alla gestione rifiuti e alla realizzazione degli impianti.
https://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/06152dl3.htm
La gestione e pianificazione della rete degli impianti è di ⚠️ESCLUSIVA COMPETENZA DELLA REGIONE LAZIO
Il compito del Comune è quello della raccolta dei rifiuti urbani che purtroppo va in crisi per mancanza di siti dove portare i rifiuti.
La necessità degli impianti è regolata dalla regione attraverso il piano rifiuti regionale che Zingaretti non aggiorna dalla chiusura di Malagrotta da ben 6 ANNI ma Zingaretti fa orecchie da mercante, tanto per l’opinione pubblica la colpa è della sindaca Virginia Raggi.

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